07 dicembre, 2008

Acea si beve San Pedro

da ilmanifesto
La Carovana dell'acqua arriva nella città industriale dell'Honduras dove la multinazionale italiana è in affari con Astaldi e Nasser
di Guglielmo Ragozzino, SAN PEDRO SULA
Anche se il presidente di Honduras Zelaya non lo sa, come risultava all'incontro con la Carovana dell'acqua (Tegucigalpa, 13-11-2008) l'acqua di San Pedro Sula è italiana, almeno al 95%. Per alcuni è perfino una gloria nazionale, l'affratellamento di due paesi latini, affiliati alla stessa religione, la prova provata che anche noi, quando ci mettiamo buona volontà, possiamo affermarci in campo internazionale. San Pedro Sula è la città industriale dell'Honduras. Dentro e tutto intorno industrie, miniere, cave. Cresce del 5% all'anno e crescono i problemi. La città manca di acqua pulita e con l'arrivo di molta immigrazione, dall'interno e da fuori, la situazione è peggiorata; in effetti la rete idrica è disperante, e la fognatura è un pio desiderio. Non entra nelle case, in altre parole, acqua pulita e quella che esce si disperde chissà dove.In generale, l'acqua in Honduras è pubblica e distribuita da un'impresa, Sanaa del tutto inefficiente, povera, corrotta secondo i più. Così S. Pedro Sula, città emergente, ha deciso di municipalizzare l'acqua. Il primo passo fu quello di trasferire il controllo sull'acqua alla Dima, impresa municipale, di tipo moderno ma priva di fondi. L'operazione si apriva in un quadro finanziario internazionale molto favorevole ad appoggiare ogni forma di privatizzazione. Perfino la Dima era preferibile alla Sanaa. La Banca di sviluppo interamericano del gruppo della Banca mondiale mise a disposizione una decina di milioni di dollari e dunque anche il suo avallo. Il processo di concessione alla gestione privata fu affrontato e votato nel parlamento nazionale dell'Honduras. Una volta superata la strettoia politica, Dima si guardò intorno e piuttosto che affidarsi ai francesi, si affidò agli italiani. Di undici compagnie e consorzi con caratteristiche sufficienti per essere ammessi alla gara, vinse infatti quello denominato Acea + Otros. Uno degli Otros, Astaldi, era il nome più conosciuto: la compagnia di costruzioni italiana era infatti autrice della diga di Concepcion per la quale aveva ottenuto nel 1990 il premio Ingersoll Rand per il miglior costruttore di dighe nel mondo, come si legge nelle carte ufficiali della società. Di molte altre lodevoli e lodate attività recenti di Astaldi in Honduras riferisce un articolo festoso apparso sul sole 24 ore il 9 novembre 2008 (Vincenzo Chierchia, «Da Astaldi progetti per 1,5 miliardi»)Chiamati da Acea o forse da Astaldi che conosce il mondo assai più della romanista Acea, ecco gli Otros italianos. C'è chi è arrivato subito e, vista l'occasione, c'è chi chiama gli amici e gli amici degli amici: la scampagnata fuori le mura è sempre piaciuta a tutti: un classico cittadino. Così oggi le azioni della società dell'agua San Pedro Sula sono divise tra sei soci: uno locale, il gruppo Terra con il 5% del capitale, e un ruolo non disprezzabile. Esso infatti è il punto di congiungimento tra i capitali di finanzieri arabi ed egiziani («Interessi egiziani, dei Nasser», ci dirà, nella nostra scarsa attenzione, il vescovo di S. Barbara Luis Alfonso Santos, sempre informato sui poteri del suo paese). Si tratta del gruppo di Fredy Nasser, a capo della fondazione Antonio Nasser, che si interessa alla chimica, all'energia e alle telecomunicazioni. A fianco i cinque oriundi: Acea con il 31% , Enia con il 30%, Astaldi con il 15%, Lotti con il 4%, e un altro, Ghella o qualcosa del genere, con il 15%. Ma sono i primi che contano. Acea rifornisce di acqua il 12% della popolazione italiana, essendo presente in tre regioni: Lazio (Roma e Frosinone), Campania (Sarno e zona vesuviana) e Toscana ( Firenze, Siena-Grosseto, Pisa e Lucca). Astaldi è il maggior costruttore italiano, anche se per civetteria dice di essere il secondo: costruisce dighe, ponti, strade in molto parti del mondo; è quotato in borsa e il capitale è fortemente in mano alla famiglia del fondatore e a suoi soci finanzieri. Lotti è una società di ingegneria e progettazione, attiva all'estero. Ha progettato in Honduras la diga Concepcion, realizzata da Astaldi e ha sviluppato le risorse idriche di Tegucigalpa. Ha lavorato nello sviluppo idroagricolo nella valle Atitlan in Guatemala. L'unica pecca a tanta attività è il fatto che il numero uno è Piergiorgio Romiti, uno dei responsabili delle ecoballe campane. Enia è energia, smaltimento rifiuti e acqua di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Nasce dalla società primigenia Agat di Reggio Emilia che in sostanza ha fagocitato le altre province ed è con molta probabilità la più efficiente delle multiutility nazionali italiane. E' difficile immaginare un ruolo di Enia in Honduras. Forse lo spiegheranno gli amministratori ai soci, dicendo che lo fanno per guadagnare molto e ridurre di altrettanto le bollette italiane; ma molti degli abitanti dell'Emilia Romagna non ne sarebbero affatto lusingati. E se poi a San Pedro lo si venisse a sapere...Oppure diranno di farlo per dare una mano all'Honduras. ..Acea è notoriamente acqua ed elettricità di Roma. Agli occhi stranieri è un'impresa italiana, pubblica, espressione della capitale d'Italia, quindi un modello di forza tecnologica e imprenditoriale e insieme un gruppo indipendente e non privato. In Italia ci sono dei dubbi sul fatto che l'affare sia così semplice. E' noto infatti che il secondo socio di Acea, dopo il comune di Roma con il 51%, sia proprio Suez con l'8,6%; e un paio di consiglieri di amministrazione sono in carica per rappresentarne gli interessi e la volontà. Suez: la più estera delle multinazionali francesi dell'acqua, la più temuta dai sostenitori dell'acqua bene comune. L'ultimo tra cotanto senno è un antico costruttore romano, Ghella, socio al 15%. Perché si è unito al gruppo? Perché gli altri lo hanno preso con sé? E soprattutto: chi è Ghella? Deve avere ereditato la posizione dalla Sogene, braccio operativo della Società Generale Immobiliare dei tempi andati, quella appartenente al Vaticano, quando Michele Sindona faceva il bello e cattivo tempo. Oggi si tratta di un gruppo con 4.000 addetti che agisce prevalentemente in America latina: Venezuela e Argentina. Su 1,7 miliardi di euro di fatturato, 1,2 sono ottenuti in Venezuela e 320 milioni in Argentina. A Parabien in Guatemala, c'è un impianto idrico costruito da Ghella e a Città del Guatemala l'impresa ha ristrutturato l'ospedale Roosevelt. In un lontano passato Ghella ha costruito la linea ferroviaria calabro-lucana nonché le fondamenta del World Trade Center di New York. Non sembrano, nessuna delle due, a prima vista, grandi idee ingegneristiche. D'altro canto Sogene è nota per aver costruito il complesso del Watergate a Washington, i palazzi dove Tricky Dick Nixon finì per inciampare.I dirigenti honduregni dell'impresa San Pedro Sula ci hanno assicurato che il guadagno della loro società nei confronti degli abitanti di San Pedro è molto contenuto e che così sarà anche negli anni avvenire. Più tardi, verso la fine della concessione che scade nel 2030, le cose andranno meglio per gli investitori. Rimane da capire perché, uno per l'altro, essi lo abbiano fatto. Un primo motivo è probabilmente che essi volevano stare nel gioco, accreditarsi presso Banca mondiale & company, come una serie di imprese multiuso e affidabili, capaci, comunque, di aderire alla linea vincente della privatizzazione. Inoltre ritenevano molto utile conoscere i dirigenti politici ed economici di paesi in procinto di entrare nell'area dello sviluppo. La presenza del gruppo Nasser nell'affare indica la volontà di stringere rapporti con gli esponenti economici locali. C'è poi il business dell'acqua, ritenuto di grandi prospettive e guadagni, se affrontato con il necessario savoir faire e in tempo. Gli italiani che contano sono certi di avere savoir faire.

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