16 maggio, 2010

HONDURAS: Assassinato il nostro compagno di lotta Adalberto Figueroa

Comunicato

Con profonda tristezza comunichiamo e denunciamo alla comunità nazionale ed internazionale l'assassinio del nostro compagno Adalberto Figueroa.

Questa mattina, sabato 8 maggio, verso le 8:30, mentre egli si apprestava a cercar legna in compagnia di suo figlio undicenne e di un nipote, ad appena un chilometro da casa individui col capo coperto da passamontagna gli hanno teso un’imboscata con ripetuti colpi d’arma da fuoco, causandone la morte immediata.

Adalberto è stato indiscutibilmente un leader sia all’interno che al di fuori della sua comunità, si è sempre distinto per il suo senso di solidarietà ed il suo impegno con le cause sociali; attualmente ricopriva l’incarico di membro direttivo della nostra organizzazione, innanzitutto come portavoce; compagno coinvolto nella lotta ambientalista, ha partecipato alla maggior parte delle iniziative programmate dal Movimento Ambientalista di Olancho (MAO); coordinatore del movimento ambientalista del Municipio di Guata ed attualmente consigliere comunale dello stesso Municipio, oltre alla lotta ambientalista e alla partecipazione nella politica, dirigeva spiritualmente la sua comunità come delegato della parola di Dio.

Oggi ci sentiamo tristi ed indignati di fronte a questi fatti: sono già 9 i compagni ambientalisti assassinati ed i casi sono ancora impuniti, abbiamo ampiamente denunciato questi assassini alle autorità del nostro Paese, ma non le degnano della benchè minima considerazione. Capiamo che dietro agli incarichi pubblici della giustizia honduregna, c’è un potere imprenditoriale che detta le regole da seguire e coloro che vanno perseguiti.

Adalberto lascia una vedova e quattro figli, due femmine e due maschi, il maggiore di 17 anni il minore di 8.

Il nostro compagno non aveva nemici, lo dimostrano i fatti inerenti la sua vita ed il coinvolgimento nelle varie organizzazioni ed istituzioni, con cui ha coordinato progetti di sviluppo comunitario.

Sappiamo che dietro questo assassinio c’é un piano ben orchestrato da impresari del legname, che lui aveva affrontato, difendendo il diritto delle comunità dallo sfruttamento insostenibile delle risorse forestali della zona.

Nei giorni precedenti aveva inoltrato una denuncia all'Istituto Nazionale di Conservazione e Sviluppo Forestale (ICF), per sollecitare il blocco del disboscamento in questa zona. Inoltre si era svolto un consiglio comunale aperto, con l’approvazione delle misure necessarie a dichiarare la zona area forestale protetta, data l'importanza che riveste per il Municipio. Queste azioni, senza dubbio, hanno dato fastidio agli sfruttatori di tale risorsa, i quali, visti minacciati i loro interessi, hanno pagato dei sicari per far fuori Adalberto.

Bisogna ricordare che, dopo il colpo di stato, lo sfruttamento del legname si è intensificato, gli impresari del settore si avvalgono degli amici che hanno nell'ICF ed in altre istituzioni pubbliche, per scavalcare i diritti delle comunità, obbligando con tali oltraggi Adalberto e le comunità stesse a difenderli.

Che cosa chiedere ad una giustizia cieca che punisce i deboli e protegge i potenti?

Facciamo appello alle organizzazioni dei Diritti Umani a livello nazionale ed internazionale ed alle organizzazioni integranti il Fronte Nazionale di Resistenza contro il colpo di stato, affinché si pronuncino su questi fatti, ed esigiamo un'inchiesta esauriente per punire i colpevoli.

Il sangue dei Martiri
Accende la nostra lotta

Giunta Direttiva del Movimento Ambientalista di Olancho (MAO)
8 maggio 2010.

www.resistenciahonduras.net

Tradotto da Adelina Bottero

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