04 aprile, 2010
HONDURAS: DNIC : starebbe preparando circa 130 fascicoli contro membri della Resistenza
giovedì 1 aprile 2010
Dina Meza - www.defensoresenlinea.com
La DNIC, Direzione Nazionale d’Investigazione Criminale, starebbe elaborando circa 130 fascicoli contro membri della Resistenza, come nei peggiori momenti della decade degli ‘80, col proposito non soltanto di averne a disposizione i profili personali, bensì d’intimorirli smembrando in questo modo la Resistenza in Honduras.
Il 10 settembre 2008 due agenti dell’investigazione, che stavano realizzando attività di spionaggio e trafugamento di dati personali, furono catturati da membri del sindacato dei Lavoratori dell'Università Nazionale Autonoma dell’Honduras (SITRAUNAH), all'interno del primo dipartimento degli studi.
Agli agenti in incognito furono sequestrate le armi, targhette di regolamento ed un elenco contenente i nomi di 135 dirigenti del movimento sociale honduregno.
In quell'elenco appariva cancellato il nome della Segretaria Generale della Confederazione dei Lavoratori dell’Honduras (CTH) Altagracia Fuentes, morta il 23 aprile 2008, crivellata dai colpi sparati da individui incappucciati e fortemente armati, che intercettarono il veicolo su cui stava viaggiando insieme ad altre due persone, anch’esse decedute.
Questa volta sarà la stessa DNIC incaricata a redigere fascicoli, e non sarebbe strano venissero appioppati delitti comuni per spedire la gente in prigione, il tutto col fermo proposito di rovinare il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), rispetto al quale il Ministro per la Sicurezza, Óscar Álvarez, ha annunciato che non ha ragione di esistere e pertanto dev’essere smantellato.
Tutto ciò servirebbe a nascondere la persecuzione politica contro i membri della Resistenza a fronte della pressione internazionale sul regime di Porfirio Lobo Sosa, affinché cessi le azioni che pregiudicano i diritti umani ed il clima di riconciliazione, che egli tanto proclama per ottenere il proprio riconoscimento.
La fonte riservata che ha offerto l'informazione, ha segnalato che il lavoro è già iniziato, la DNIC ci si sta dedicando a tempo pieno, per cercare con tutti i mezzi possibili di far naufragare un progetto popolare, che si è consolidato nonostante la repressione.
La repressione a tutti i costi va di pari passo con una consultazione popolare programmata dal FNRP per il prossimo 28 giugno, ad un anno dall'esecuzione del colpo di stato contro il presidente Manuel Zelaya Rosales. Il cammino proseguirà verso un’Assemblea Nazionale Costituente, l'unica forma per ristabilire le istituzioni del paese.
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4834:unos-130-expedientes-contra-miembros-de-la-resistencia-estaria-preparando-la-dnic&catid=1:noticias-generales
Tradotto da Adelina Bottero
Dina Meza - www.defensoresenlinea.com
La DNIC, Direzione Nazionale d’Investigazione Criminale, starebbe elaborando circa 130 fascicoli contro membri della Resistenza, come nei peggiori momenti della decade degli ‘80, col proposito non soltanto di averne a disposizione i profili personali, bensì d’intimorirli smembrando in questo modo la Resistenza in Honduras.
Il 10 settembre 2008 due agenti dell’investigazione, che stavano realizzando attività di spionaggio e trafugamento di dati personali, furono catturati da membri del sindacato dei Lavoratori dell'Università Nazionale Autonoma dell’Honduras (SITRAUNAH), all'interno del primo dipartimento degli studi.
Agli agenti in incognito furono sequestrate le armi, targhette di regolamento ed un elenco contenente i nomi di 135 dirigenti del movimento sociale honduregno.
In quell'elenco appariva cancellato il nome della Segretaria Generale della Confederazione dei Lavoratori dell’Honduras (CTH) Altagracia Fuentes, morta il 23 aprile 2008, crivellata dai colpi sparati da individui incappucciati e fortemente armati, che intercettarono il veicolo su cui stava viaggiando insieme ad altre due persone, anch’esse decedute.
Questa volta sarà la stessa DNIC incaricata a redigere fascicoli, e non sarebbe strano venissero appioppati delitti comuni per spedire la gente in prigione, il tutto col fermo proposito di rovinare il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), rispetto al quale il Ministro per la Sicurezza, Óscar Álvarez, ha annunciato che non ha ragione di esistere e pertanto dev’essere smantellato.
Tutto ciò servirebbe a nascondere la persecuzione politica contro i membri della Resistenza a fronte della pressione internazionale sul regime di Porfirio Lobo Sosa, affinché cessi le azioni che pregiudicano i diritti umani ed il clima di riconciliazione, che egli tanto proclama per ottenere il proprio riconoscimento.
La fonte riservata che ha offerto l'informazione, ha segnalato che il lavoro è già iniziato, la DNIC ci si sta dedicando a tempo pieno, per cercare con tutti i mezzi possibili di far naufragare un progetto popolare, che si è consolidato nonostante la repressione.
La repressione a tutti i costi va di pari passo con una consultazione popolare programmata dal FNRP per il prossimo 28 giugno, ad un anno dall'esecuzione del colpo di stato contro il presidente Manuel Zelaya Rosales. Il cammino proseguirà verso un’Assemblea Nazionale Costituente, l'unica forma per ristabilire le istituzioni del paese.
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4834:unos-130-expedientes-contra-miembros-de-la-resistencia-estaria-preparando-la-dnic&catid=1:noticias-generales
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
HONDURAS: ALLERTA BAJO AGUAN!
CODEH: Comunicato
sull'assassinio di Miguel Alonso Oliva del MUCA
www.voselsoberano.com - giovedì 1 aprile 2010
Alla luce degli avvenimenti odierni nel Bajo Aguàn - Assassinio di Miguel Alonso Oliva
Venerdì 26 marzo 2010 agli uffici del Comitato per la Difesa dei Diritti Umani in Honduras (CODEH) arrivò la telefonata della moglie di un poliziotto: “Vi parlo a nome di oltre trenta poliziotti, che da più di quindici giorni sono tenuti rinchiusi negli insediamenti del Comando Regionale della Polizia di Tocoa, Colón, sono la moglie di uno di loro. Quei poliziotti vengono da varie regioni del paese, come La Paz, Comayagua, Choluteca ed altre, li chiamarono e dissero loro di prepararsi per una missione a Tegucigalpa ma, una volta a Tegucigalpa, furono inviati nell’Aguàn, Colòn. Chiamo perché otteniate un'ispezione in quella questura, poiché gli agenti affermano che li stanno addestrando a commettere atti contrari alla legge, stanno offrendo loro paghe migliori e se succede qualcosa che li coinvolga, verranno immediatamente trasferiti ai loro posti di provenienza; dicono che li porteranno a scontrarsi coi guerriglieri e che per questa ragione li pagheranno bene; fanno loro patire la fame e incolpano di questo coloro con cui presto andranno a combattere”. Ricevuta la denuncia, il Presidente del CODEH, Andrés Pavón, l’ha resa nota attraverso Canal 36.
Sappiamo che, in seguito a ciò, il Delegato dipartimentale dei diritti umani, il Sig. Juan Fraño, ricevette una denuncia simile da uno dei poliziotti rinchiusi nelle installazioni della Direzione dipartimentale di Tocoa; immediatamente dopo si presentò alla suddetta questura per la dovuta ispezione, ma gli fu negato l'accesso agli insediamenti; un tale comportamento degli ufficiali di polizia di quella questura, conferma l’appello angosciato di una delle mogli agli uffici del CODEH.
I fatti di oggi, 1 aprile
La morte avvenuta oggi del ventiduenne Miguel Alonso Oliva, membro del Movimento Unificato dei Contadini dell’Aguàn (MUCA), nel tentativo di recuperare terre nazionali accaparrate o usurpate dal latifondista produttore di palma Renè Morales, è un indicatore indiscutibile dell'irregolare ed irresponsabile alleanza tra imprenditori ed alti funzionari del sistema di Sicurezza del paese, che stanno stipulando contratti con poliziotti in servizio per realizzare pratiche di paramilitarismo al servizio di tre grandi proprietari terrieri e produttori di palma nel paese.
Alla luce dei fatti e considerando che il Capo della questura dipartimentale di Colon ha negato l'accesso al rappresentante della Commissione dipartimentale dei Diritti Umani, ci aspettiamo che il Delegato agisca conformemente al suo mandato e risponda a quest’aggressione alla legge ed al suo stesso mandato, che s’informi sulla situazione degli oltre trenta poliziotti che si trovano nelle installazioni. E’ possibile che, quando gli verrà concesso l'ingresso, ormai non siano più lì, ma bisogna stare attenti a ciò che farà il Delegato Nazionale dei Diritti Umani, a fronte di una flagrante offesa al suo mandato.
Ulteriori informazioni
Membri di CODEH che si trovano sul posto, hanno ricevuto la seguente informazione: “Il Sig. Billy Joya Amandola è stato assunto da impresari per coordinare operazioni nella zona, ed attualmente si trova nelle installazioni del 4° Battaglione di Fanteria, con sede nella città della Ceiba, Atlantide. Qui si suppone si stia addestrando un gruppo di paramilitari per azioni di assalto e difesa del territorio; un altro gruppo fa pratica in un cantiere vicino ad una cascata, nel Municipio di Tocoa ed un altro presso il 15°Battaglione di Fanteria, insediato nel villaggio di Rio Claro, giurisdizione del Municipio di Trujillo, dipartimento di Colòn.
Il CODEH esprime preoccupazione. Secondo le informazioni in nostro possesso, è deducibile che i trenta poliziotti selezionati dai diversi settori del paese, possano essere usati per inscenare un falso combattimento, esibendo poi ai mezzi d’informazione dei morti nella zona, confermando così l'esistenza di una resistenza armata locale, con cui giustificare lo sgombero dei contadini, ammazzati a decine, ottenendo il controllo delle terre e, per maggiore sicurezza, la loro militarizzazione. Coloro che stanno architettando ciò, starebbero abusando del mandato del Sig. Porfirio Lobo Sosa, che ha sostenuto che nel suo governo i diritti umani saranno una politica dello Stato e non una politica di aggressione degli stessi.
In conclusione
Facciamo appello ai rappresentanti del governo, compreso l'Istituto Nazionale Agrario, a tener conto di quanto esposto, della morte odierna di un contadino del MUCA e presumibilmente di due poliziotti o paramilitari durante lo scontro, degli oltre otto feriti e del divieto d’ispezione al Delegato Dipartimentale dei Diritti Umani da parte dell'ufficiale incaricato della Questura Dipartimentale di Tocoa, cose che mettono a prova la teoria di questo governo di essere rispettoso dei diritti umani. Il CODEH chiederà a chi di dovere di estendere l'ispezione ai comandi
superiori, esecutivi e di polizia, per individuare chi sta permettendo il subappalto di poliziotti per atti di paramilitarismo al servizio di proprietari terrieri. Chiederà parimenti la sospensione immediata dell'ufficiale che negò l'ispezione ad un funzionario dei diritti umani.
CODEH si unisce all’appello del MUCA per ritornare alla stipula dell’Accordo firmato tra le parti pochi giorni prima del colpo di stato, che prevedeva la formazione di una commissione tripartita che rivedesse il procedimento legale utilizzato per l'acquisizione della terra da parte dei proprietari terrieri. Allo stesso modo CODEH propone di utilizzare la diplomazia cittadina come mezzo orientato a trovare una risposta positiva tra le parti in conflitto; faremo in concreto una proposta in questa direzione, se verrà accettata; per nostra esperienza, crediamo che i venditori di guerra stiano tentando di portare le parti ad un conflitto armato che potrebbe degenerare in una crisi peggiore di quella odierna.
Tegucigalpa, 1 aprile 2010
LOTTIAMO PER LA PACE DIFENDENDO I DIRITTI UMANI E LA GIUSTIZIA
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4833:comunicado-codeh-ante-el-asesinato-de-miguel-alonso-oliva-del-muca&catid=1:noticias-generales
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Assassinato stamattina contadino del MUCA
www.voselsoberano.com - giovedì 1 aprile 2010
FIAN - HONDURAS
(Food First Information & Action Network)
Organizzazione Internazionale dei Diritti Umani per il Diritto ad Alimentarsi
Comunicato
Oggi, alle 6:00 del mattino, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco il giovane Miguel Alonso Oliva, 22 anni, da una guardia di sicurezza di una delle piantagioni di palma africana nella Valle dell'Aguán, quando il suo gruppo di contadini, affiliato al Movimento Contadino Unificato dell'Aguán (MUCA), stava occupando le terre dell’azienda Bolero di proprietà di René Morales.
In questo momento la popolazione contadina della Valle dell'Aguán sta vivendo sotto forte tensione, provocata dalla mobilitazione di soldati dell’esercito, poliziotti e guardie di sicurezza private al servizio dei grandi imprenditori coinvolti nel conflitto delle terre contro il MUCA.
Secondo le informazioni ottenute fin’ora, gli agricoltori temono che la mobilitazione di militari, polizia e guardie fortemente armate miri a togliere di mezzo l’occupazione delle terre sulla sponda sinistra del fiume Aguán. Gli insediamenti minacciati sono: Suyapa dell'Aguán, Guanchías, Buenos Amigos, Remolino, Despertar, Trinidad, San Esteban, Quebrada Honda, Paso Aguán, El Plantel, Islas 1 e 2, Marañones e Bolero (25 aprile).
Richiediamo la presenza della procura dei Diritti Umani, affinché indaghi sui fatti recentemente avvenuti e avvii le azioni legali atte a punire i colpevoli, mantenendosi nel contempo vigilante sui movimenti armati nella regione, onde evitare mali peggiori.
FIAN Honduras chiede alla comunità internazionale ed alle organizzazioni dei diritti umani che si pronuncino su questo crimine, che si somma ad altri recentemente avvenuti a causa del conflitto agrario, e che facciano pressioni sul regime presieduto da Porfirio Lobo, affinché subordini gli organi repressivi a quanto disposto dalle leggi nazionali e non alla volontà degli impresari di quella regione.
Tegucigalpa, 1 aprile 2010
Gilberto Ríos - Segretario Esecutivo - FIAN Honduras
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4828%3Aen-la-manana-de-hoy-fue-asesinado-campesino-miembro-de-muca--audio&catid=1%3Anoticias-generales&Itemid=1
Tradotto da Adelina Bottero
sull'assassinio di Miguel Alonso Oliva del MUCA
www.voselsoberano.com - giovedì 1 aprile 2010
Alla luce degli avvenimenti odierni nel Bajo Aguàn - Assassinio di Miguel Alonso Oliva
Venerdì 26 marzo 2010 agli uffici del Comitato per la Difesa dei Diritti Umani in Honduras (CODEH) arrivò la telefonata della moglie di un poliziotto: “Vi parlo a nome di oltre trenta poliziotti, che da più di quindici giorni sono tenuti rinchiusi negli insediamenti del Comando Regionale della Polizia di Tocoa, Colón, sono la moglie di uno di loro. Quei poliziotti vengono da varie regioni del paese, come La Paz, Comayagua, Choluteca ed altre, li chiamarono e dissero loro di prepararsi per una missione a Tegucigalpa ma, una volta a Tegucigalpa, furono inviati nell’Aguàn, Colòn. Chiamo perché otteniate un'ispezione in quella questura, poiché gli agenti affermano che li stanno addestrando a commettere atti contrari alla legge, stanno offrendo loro paghe migliori e se succede qualcosa che li coinvolga, verranno immediatamente trasferiti ai loro posti di provenienza; dicono che li porteranno a scontrarsi coi guerriglieri e che per questa ragione li pagheranno bene; fanno loro patire la fame e incolpano di questo coloro con cui presto andranno a combattere”. Ricevuta la denuncia, il Presidente del CODEH, Andrés Pavón, l’ha resa nota attraverso Canal 36.
Sappiamo che, in seguito a ciò, il Delegato dipartimentale dei diritti umani, il Sig. Juan Fraño, ricevette una denuncia simile da uno dei poliziotti rinchiusi nelle installazioni della Direzione dipartimentale di Tocoa; immediatamente dopo si presentò alla suddetta questura per la dovuta ispezione, ma gli fu negato l'accesso agli insediamenti; un tale comportamento degli ufficiali di polizia di quella questura, conferma l’appello angosciato di una delle mogli agli uffici del CODEH.
I fatti di oggi, 1 aprile
La morte avvenuta oggi del ventiduenne Miguel Alonso Oliva, membro del Movimento Unificato dei Contadini dell’Aguàn (MUCA), nel tentativo di recuperare terre nazionali accaparrate o usurpate dal latifondista produttore di palma Renè Morales, è un indicatore indiscutibile dell'irregolare ed irresponsabile alleanza tra imprenditori ed alti funzionari del sistema di Sicurezza del paese, che stanno stipulando contratti con poliziotti in servizio per realizzare pratiche di paramilitarismo al servizio di tre grandi proprietari terrieri e produttori di palma nel paese.
Alla luce dei fatti e considerando che il Capo della questura dipartimentale di Colon ha negato l'accesso al rappresentante della Commissione dipartimentale dei Diritti Umani, ci aspettiamo che il Delegato agisca conformemente al suo mandato e risponda a quest’aggressione alla legge ed al suo stesso mandato, che s’informi sulla situazione degli oltre trenta poliziotti che si trovano nelle installazioni. E’ possibile che, quando gli verrà concesso l'ingresso, ormai non siano più lì, ma bisogna stare attenti a ciò che farà il Delegato Nazionale dei Diritti Umani, a fronte di una flagrante offesa al suo mandato.
Ulteriori informazioni
Membri di CODEH che si trovano sul posto, hanno ricevuto la seguente informazione: “Il Sig. Billy Joya Amandola è stato assunto da impresari per coordinare operazioni nella zona, ed attualmente si trova nelle installazioni del 4° Battaglione di Fanteria, con sede nella città della Ceiba, Atlantide. Qui si suppone si stia addestrando un gruppo di paramilitari per azioni di assalto e difesa del territorio; un altro gruppo fa pratica in un cantiere vicino ad una cascata, nel Municipio di Tocoa ed un altro presso il 15°Battaglione di Fanteria, insediato nel villaggio di Rio Claro, giurisdizione del Municipio di Trujillo, dipartimento di Colòn.
Il CODEH esprime preoccupazione. Secondo le informazioni in nostro possesso, è deducibile che i trenta poliziotti selezionati dai diversi settori del paese, possano essere usati per inscenare un falso combattimento, esibendo poi ai mezzi d’informazione dei morti nella zona, confermando così l'esistenza di una resistenza armata locale, con cui giustificare lo sgombero dei contadini, ammazzati a decine, ottenendo il controllo delle terre e, per maggiore sicurezza, la loro militarizzazione. Coloro che stanno architettando ciò, starebbero abusando del mandato del Sig. Porfirio Lobo Sosa, che ha sostenuto che nel suo governo i diritti umani saranno una politica dello Stato e non una politica di aggressione degli stessi.
In conclusione
Facciamo appello ai rappresentanti del governo, compreso l'Istituto Nazionale Agrario, a tener conto di quanto esposto, della morte odierna di un contadino del MUCA e presumibilmente di due poliziotti o paramilitari durante lo scontro, degli oltre otto feriti e del divieto d’ispezione al Delegato Dipartimentale dei Diritti Umani da parte dell'ufficiale incaricato della Questura Dipartimentale di Tocoa, cose che mettono a prova la teoria di questo governo di essere rispettoso dei diritti umani. Il CODEH chiederà a chi di dovere di estendere l'ispezione ai comandi
superiori, esecutivi e di polizia, per individuare chi sta permettendo il subappalto di poliziotti per atti di paramilitarismo al servizio di proprietari terrieri. Chiederà parimenti la sospensione immediata dell'ufficiale che negò l'ispezione ad un funzionario dei diritti umani.
CODEH si unisce all’appello del MUCA per ritornare alla stipula dell’Accordo firmato tra le parti pochi giorni prima del colpo di stato, che prevedeva la formazione di una commissione tripartita che rivedesse il procedimento legale utilizzato per l'acquisizione della terra da parte dei proprietari terrieri. Allo stesso modo CODEH propone di utilizzare la diplomazia cittadina come mezzo orientato a trovare una risposta positiva tra le parti in conflitto; faremo in concreto una proposta in questa direzione, se verrà accettata; per nostra esperienza, crediamo che i venditori di guerra stiano tentando di portare le parti ad un conflitto armato che potrebbe degenerare in una crisi peggiore di quella odierna.
Tegucigalpa, 1 aprile 2010
LOTTIAMO PER LA PACE DIFENDENDO I DIRITTI UMANI E LA GIUSTIZIA
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4833:comunicado-codeh-ante-el-asesinato-de-miguel-alonso-oliva-del-muca&catid=1:noticias-generales
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Assassinato stamattina contadino del MUCA
www.voselsoberano.com - giovedì 1 aprile 2010
FIAN - HONDURAS
(Food First Information & Action Network)
Organizzazione Internazionale dei Diritti Umani per il Diritto ad Alimentarsi
Comunicato
Oggi, alle 6:00 del mattino, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco il giovane Miguel Alonso Oliva, 22 anni, da una guardia di sicurezza di una delle piantagioni di palma africana nella Valle dell'Aguán, quando il suo gruppo di contadini, affiliato al Movimento Contadino Unificato dell'Aguán (MUCA), stava occupando le terre dell’azienda Bolero di proprietà di René Morales.
In questo momento la popolazione contadina della Valle dell'Aguán sta vivendo sotto forte tensione, provocata dalla mobilitazione di soldati dell’esercito, poliziotti e guardie di sicurezza private al servizio dei grandi imprenditori coinvolti nel conflitto delle terre contro il MUCA.
Secondo le informazioni ottenute fin’ora, gli agricoltori temono che la mobilitazione di militari, polizia e guardie fortemente armate miri a togliere di mezzo l’occupazione delle terre sulla sponda sinistra del fiume Aguán. Gli insediamenti minacciati sono: Suyapa dell'Aguán, Guanchías, Buenos Amigos, Remolino, Despertar, Trinidad, San Esteban, Quebrada Honda, Paso Aguán, El Plantel, Islas 1 e 2, Marañones e Bolero (25 aprile).
Richiediamo la presenza della procura dei Diritti Umani, affinché indaghi sui fatti recentemente avvenuti e avvii le azioni legali atte a punire i colpevoli, mantenendosi nel contempo vigilante sui movimenti armati nella regione, onde evitare mali peggiori.
FIAN Honduras chiede alla comunità internazionale ed alle organizzazioni dei diritti umani che si pronuncino su questo crimine, che si somma ad altri recentemente avvenuti a causa del conflitto agrario, e che facciano pressioni sul regime presieduto da Porfirio Lobo, affinché subordini gli organi repressivi a quanto disposto dalle leggi nazionali e non alla volontà degli impresari di quella regione.
Tegucigalpa, 1 aprile 2010
Gilberto Ríos - Segretario Esecutivo - FIAN Honduras
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4828%3Aen-la-manana-de-hoy-fue-asesinado-campesino-miembro-de-muca--audio&catid=1%3Anoticias-generales&Itemid=1
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
01 aprile, 2010
HONDURAS: A José Manuel Flores Conde assassinato il 23 Marzo
Honduras: Visione del Paese e Piano della Nazione, trappola dell’oligarchia
Ida Garberi*
“Il capitalismo ricorre alla forza, ed inoltre, educa la gente nel sistema. La propaganda diretta si realizza grazie agli incaricati di spiegare l’ineluttabilità di un regime di classe, che sia di origine divino o per imposizione della natura, come ente meccanico. Questo fatto schiaccia le masse, che si vedono oppresse da un male contro il quale non è’ possibile la lotta”.
Ernesto Che Guevara
Il governo illegale di Porfirio Lobo in Honduras ha pensato bene di far approvare al Congresso una “Visione del Paese 2010-2038” ed un “Piano della Nazione 2010-2022” (VP-PN), dove praticamente cercano di impedire fino al 2038 qualsiasi cambio nel governo che possa essere a favore del popolo, dei meno fortunati, e che soprattutto le classi più povere non abbiamo possibilità di partecipare per decidere il loro destino.
Forse spaventato dalla possibilità ogni giorno più tangibile di un’Assemblea Costituente finalmente indetta e costruita da tutte le voci della società honduregna, Porfirio, il lupo vestito da agnello, è corso ai ripari con questo documento che è lo strumento con il quale i settori dominanti del paese, appoggiati su teorie neoliberali assassine, pretendono ingannare il popolo facendogli credere che siano progetti innovatori per lo sviluppo della società honduregna.
Inoltre, ci sono le prove che questo supposto “Piano…..” non è altro che la copia di un programma dell’USAID (Agenzia degli USA per la sviluppo Internazionale) ed il COHEP (Consiglio Agroimprenditoriale di Honduras) per prendere il controllo dei settori ambientali, con i decreti del fine settimana che "legalizzano" l'installazione di centinaia di dighe a livello nazionale.
Il timore alla sovranità sacrosanta del popolo ed alla rifondazione dello stato, è documentata nello stesso documento, a pagina 47, dove riporta testualmente: “si corre il rischio che i processi democratici siano, per varie ragioni, considerati come “assolutisti” e reclamino, di tanto in tanto, dei processi di rifondazione come espressione della necessità di ridistribuire il potere ed imporre nuove correlazioni di forza”.
Però, scusate io non capisco, se il potere costituente è e deve essere del popolo (perfino la Costituzione honduregna del 1982, dettata da Negroponte, lo afferma ed è tutto dire!!!), il popolo sovrano ha il diritto di cambiare le sue leggi all’infinito, in forma democratica, tutte le volte che lo desidera….e se non sarà per la via democratica, dovrà, alla fine, analizzare il cammino più conveniente, quando le forze oggi al potere gli impediscono di decidere sul suo destino.
Un’altra volta bisogna ricordare a questo governo oppressore ed usurpatore che il popolo honduregno non accetterà mai più di essere un suddito silenzioso davanti a sua maestà, gli USA, e per questo sta pagando carissimo il prezzo della ribellione, contando un numero enorme di martiri, uccisi dai gorilla golpisti per la paura di perdere terreno nel potere assoluto.
L’opportunismo di questo governo è quello tipico di tutti i fascisti, utilizzare gli strumenti della sinistra, il suo stesso linguaggio, dandogli connotazioni e sfumature che servono a mascherare i veri obbiettivi neoliberali: la legge del “Potere Cittadino” è stata abolita, dal momento che il popolo può solo collaborare con lo stato, ma mai essere il vero fautore del suo destino!!!
Un’altra dichiarazione che ci può sembrare quasi ridicola di questo “Visione del Paese 2010-2038” e “Piano della Nazione 2010-2022”, è che i ruoli si scambiano, cioè l’oligarchia da la colpa alla Resistenza dell’instabilità democratica nel paese (chiaro, il popolo honduregno doveva continuare ad essere lo stesso di tutti gli altri golpe di stato, sottomesso e muto, solo a lavorare come schiavo): “esiste il rischio che i processi nazionali di acceso al potere, ogni volta di più, debbano confrontarsi con il pericolo dell’inserzione di gruppi di pressione, legali ed illegali, che collocherebbero nella cupola del sistema democratico persone non rappresentative degli interessi del collettivo sociale honduregno” (VP-PN, p. 45).
Insomma, qui almeno Lobo è onesto e praticamente ammette che un candidato del popolo, se è coerente, non appoggerà mai gli interessi privati di dieci famiglie oligarche che sono abituate da sempre, ha fare quello che vogliono del paese.
Ed ecco la soluzione, cioè utilizzare la parola Resistenza per confondere la massa, e far sembrare lo Stato come il vero difensore dei diritti…..non certo del popolo, aggiungo io: “invece di essere un elemento potenziale di crisi, lo Stato deve convertirsi in una fonte di forza,…e resistere alle richieste dei gruppi di pressione di tutti i tipi, che cercano di aumentare la loro partecipazione nell’ assegnazione dei fondi pubblici” (VP-PN, p.119).
Inoltre, già ci avvisa delle privatizzazioni che si stanno preparando, come quella dell’acqua, infatti, declama la libertà del privato sullo stato, per confermare che si aumenterà ancora di più il divario tra ricco e povero: “lo stato realizzerà delle azioni per lo sviluppo solamente in situazioni nelle quali i privati non potranno farlo adeguatamente, sia per impossibilità o per altre ragioni” (VP-PN, p.16).
In poche parole, il documento VP-PN vuole mantenere, per sette legislazioni consecutive, il potere nelle mani dell’oligarchia, l’unica forza responsabile e pensante del paese (secondo il governo di Lobo), che si deve occupare del popolo sottomesso, incapace di dirigersi e di avere leader che lo rappresentino.
Non si toccano i temi più sensibili e più gravi che affliggono il paese, come la mancanza del rispetto dei diritti umani, la riforma agraria, il saccheggio delle ricchezze naturali, i settori più poveri e vulnerabili, la lotta alla corruzione…..solo per citarne alcuni.
Intanto, tutto tace da parte della comunità internazionale che continua a non voler vedere i martiri di questo golpe fascista, preferisce girare la faccia dall’altra parte. Gli ultimi due assassinati erano giornalisti: dove finirà la libertà di espressione? dove sono la SIP (Società Interamericana di Giornalismo) e Giornalisti senza frontiere? Forse troppo occupati a denunciare la supposta mancanza di libertà di stampa in Cuba?
Il problema di Honduras è che già non è notizia?
* l’autrice è la responsabile del sito web in italiano di Prensa Latina
“Il capitalismo ricorre alla forza, ed inoltre, educa la gente nel sistema. La propaganda diretta si realizza grazie agli incaricati di spiegare l’ineluttabilità di un regime di classe, che sia di origine divino o per imposizione della natura, come ente meccanico. Questo fatto schiaccia le masse, che si vedono oppresse da un male contro il quale non è’ possibile la lotta”.
Ernesto Che Guevara
Il governo illegale di Porfirio Lobo in Honduras ha pensato bene di far approvare al Congresso una “Visione del Paese 2010-2038” ed un “Piano della Nazione 2010-2022” (VP-PN), dove praticamente cercano di impedire fino al 2038 qualsiasi cambio nel governo che possa essere a favore del popolo, dei meno fortunati, e che soprattutto le classi più povere non abbiamo possibilità di partecipare per decidere il loro destino.
Forse spaventato dalla possibilità ogni giorno più tangibile di un’Assemblea Costituente finalmente indetta e costruita da tutte le voci della società honduregna, Porfirio, il lupo vestito da agnello, è corso ai ripari con questo documento che è lo strumento con il quale i settori dominanti del paese, appoggiati su teorie neoliberali assassine, pretendono ingannare il popolo facendogli credere che siano progetti innovatori per lo sviluppo della società honduregna.
Inoltre, ci sono le prove che questo supposto “Piano…..” non è altro che la copia di un programma dell’USAID (Agenzia degli USA per la sviluppo Internazionale) ed il COHEP (Consiglio Agroimprenditoriale di Honduras) per prendere il controllo dei settori ambientali, con i decreti del fine settimana che "legalizzano" l'installazione di centinaia di dighe a livello nazionale.
Il timore alla sovranità sacrosanta del popolo ed alla rifondazione dello stato, è documentata nello stesso documento, a pagina 47, dove riporta testualmente: “si corre il rischio che i processi democratici siano, per varie ragioni, considerati come “assolutisti” e reclamino, di tanto in tanto, dei processi di rifondazione come espressione della necessità di ridistribuire il potere ed imporre nuove correlazioni di forza”.
Però, scusate io non capisco, se il potere costituente è e deve essere del popolo (perfino la Costituzione honduregna del 1982, dettata da Negroponte, lo afferma ed è tutto dire!!!), il popolo sovrano ha il diritto di cambiare le sue leggi all’infinito, in forma democratica, tutte le volte che lo desidera….e se non sarà per la via democratica, dovrà, alla fine, analizzare il cammino più conveniente, quando le forze oggi al potere gli impediscono di decidere sul suo destino.
Un’altra volta bisogna ricordare a questo governo oppressore ed usurpatore che il popolo honduregno non accetterà mai più di essere un suddito silenzioso davanti a sua maestà, gli USA, e per questo sta pagando carissimo il prezzo della ribellione, contando un numero enorme di martiri, uccisi dai gorilla golpisti per la paura di perdere terreno nel potere assoluto.
L’opportunismo di questo governo è quello tipico di tutti i fascisti, utilizzare gli strumenti della sinistra, il suo stesso linguaggio, dandogli connotazioni e sfumature che servono a mascherare i veri obbiettivi neoliberali: la legge del “Potere Cittadino” è stata abolita, dal momento che il popolo può solo collaborare con lo stato, ma mai essere il vero fautore del suo destino!!!
Un’altra dichiarazione che ci può sembrare quasi ridicola di questo “Visione del Paese 2010-2038” e “Piano della Nazione 2010-2022”, è che i ruoli si scambiano, cioè l’oligarchia da la colpa alla Resistenza dell’instabilità democratica nel paese (chiaro, il popolo honduregno doveva continuare ad essere lo stesso di tutti gli altri golpe di stato, sottomesso e muto, solo a lavorare come schiavo): “esiste il rischio che i processi nazionali di acceso al potere, ogni volta di più, debbano confrontarsi con il pericolo dell’inserzione di gruppi di pressione, legali ed illegali, che collocherebbero nella cupola del sistema democratico persone non rappresentative degli interessi del collettivo sociale honduregno” (VP-PN, p. 45).
Insomma, qui almeno Lobo è onesto e praticamente ammette che un candidato del popolo, se è coerente, non appoggerà mai gli interessi privati di dieci famiglie oligarche che sono abituate da sempre, ha fare quello che vogliono del paese.
Ed ecco la soluzione, cioè utilizzare la parola Resistenza per confondere la massa, e far sembrare lo Stato come il vero difensore dei diritti…..non certo del popolo, aggiungo io: “invece di essere un elemento potenziale di crisi, lo Stato deve convertirsi in una fonte di forza,…e resistere alle richieste dei gruppi di pressione di tutti i tipi, che cercano di aumentare la loro partecipazione nell’ assegnazione dei fondi pubblici” (VP-PN, p.119).
Inoltre, già ci avvisa delle privatizzazioni che si stanno preparando, come quella dell’acqua, infatti, declama la libertà del privato sullo stato, per confermare che si aumenterà ancora di più il divario tra ricco e povero: “lo stato realizzerà delle azioni per lo sviluppo solamente in situazioni nelle quali i privati non potranno farlo adeguatamente, sia per impossibilità o per altre ragioni” (VP-PN, p.16).
In poche parole, il documento VP-PN vuole mantenere, per sette legislazioni consecutive, il potere nelle mani dell’oligarchia, l’unica forza responsabile e pensante del paese (secondo il governo di Lobo), che si deve occupare del popolo sottomesso, incapace di dirigersi e di avere leader che lo rappresentino.
Non si toccano i temi più sensibili e più gravi che affliggono il paese, come la mancanza del rispetto dei diritti umani, la riforma agraria, il saccheggio delle ricchezze naturali, i settori più poveri e vulnerabili, la lotta alla corruzione…..solo per citarne alcuni.
Intanto, tutto tace da parte della comunità internazionale che continua a non voler vedere i martiri di questo golpe fascista, preferisce girare la faccia dall’altra parte. Gli ultimi due assassinati erano giornalisti: dove finirà la libertà di espressione? dove sono la SIP (Società Interamericana di Giornalismo) e Giornalisti senza frontiere? Forse troppo occupati a denunciare la supposta mancanza di libertà di stampa in Cuba?
Il problema di Honduras è che già non è notizia?
* l’autrice è la responsabile del sito web in italiano di Prensa Latina
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Honduras: i rischi per l'esercizio del giornalismo
Tegucigalpa, 29 marzo 2010 (Prensa Latina)
Con cinque professionisti della stampa assassinati solo questo mese di marzo, l’Honduras si è trasformato oggi in uno dei paesi a maggiore rischio per l'esercizio del giornalismo. I crimini più recenti sono avvenuti il fine settimana nel dipartimento di Olancho, dove sicari hanno massacrato José Bayardo Mairena e Víctor Manuel Juárez, poco dopo che avevano concluso uno spazio informativo su Radio Súper 10, nella località di Catacamas. In circostanze simili hanno perso la vita i professionisti della comunicazione David Meza, di Radio El Patio, nella città della Ceiba; Nahum Palacios, direttore dell’informazione della catena televisiva dell'Aguán; e Joseph Ochoa, del Canale 51, di Tegucigalpa.
Benché il portavoce della Segreteria di Sicurezza, Leonel Sauceda, abbia detto che le investigazioni sono abbastanza a buon punto, fin’ora nessuno è stato fermato, né giudicato per questi crimini.
Come ha denunciato la Piattaforma dei Diritti Umani, si tratta di una “strategia di terrore, immobilizzazione e persecuzione contro oppositori del colpo di stato”.
Molti dei professionisti dell’informazione utilizzavano i loro spazi come tribuna per denunciare la rottura dell'ordine istituzionale del 28 giugno e le violazioni dei diritti umani commesse dal regime di fatto di Roberto Micheletti.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha condannato i recenti attacchi e ha richiamato le autorità ad investigare i crimini, catturare i responsabili e prendere misure per migliorare la sicurezza dei giornalisti.
Con cinque professionisti della stampa assassinati solo questo mese di marzo, l’Honduras si è trasformato oggi in uno dei paesi a maggiore rischio per l'esercizio del giornalismo. I crimini più recenti sono avvenuti il fine settimana nel dipartimento di Olancho, dove sicari hanno massacrato José Bayardo Mairena e Víctor Manuel Juárez, poco dopo che avevano concluso uno spazio informativo su Radio Súper 10, nella località di Catacamas. In circostanze simili hanno perso la vita i professionisti della comunicazione David Meza, di Radio El Patio, nella città della Ceiba; Nahum Palacios, direttore dell’informazione della catena televisiva dell'Aguán; e Joseph Ochoa, del Canale 51, di Tegucigalpa.
Benché il portavoce della Segreteria di Sicurezza, Leonel Sauceda, abbia detto che le investigazioni sono abbastanza a buon punto, fin’ora nessuno è stato fermato, né giudicato per questi crimini.
Come ha denunciato la Piattaforma dei Diritti Umani, si tratta di una “strategia di terrore, immobilizzazione e persecuzione contro oppositori del colpo di stato”.
Molti dei professionisti dell’informazione utilizzavano i loro spazi come tribuna per denunciare la rottura dell'ordine istituzionale del 28 giugno e le violazioni dei diritti umani commesse dal regime di fatto di Roberto Micheletti.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha condannato i recenti attacchi e ha richiamato le autorità ad investigare i crimini, catturare i responsabili e prendere misure per migliorare la sicurezza dei giornalisti.
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26 marzo, 2010
Honduras: Assassinato un altro membro della Resistenza
Lo scorso 23 marzo, tre uomini incappucciati hanno assassinato il professore e dirigente sindacale del settore Scuola, membro attivo del Fronte nazionale di resistenza popolare, Fnrp, José Manuel Flores Arguijo, sparandogli mentre stava dando lezione nell'Istituto San José del Pedregal a Tegucigalpa.
Quest'ennesimo brutale omicidio si inserisce all'interno di una campagna di terrore, fomentata dai corpi repressivi dello Stato honduregno a partire dal colpo di Stato del 28 giugno 2009, che è costata la vita a più di cinquanta membri della resistenza e la violazione dei diritti umani di migliaia di honduregni.
Ancora una volta, maestri, professori e docenti organizzati ed in resistenza piangono i loro morti e denunciano l'ondata repressiva contro i membri della Resistenza.
Il professore dell'Istituto San José del Pedregal e dirigente del Collegio dei professori di educazione media dell'Honduras, Copemh, José Manuel Flores Arguijo, è stato ucciso da uomini incappucciati con vari colpi di arma da fuoco alla schiena. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i membri di questi veri e propri squadroni della morte sarebbero entrati dal tetto e si sarebbero immediatamente diretti verso il professore, il quale non ha avuto il tempo né di difendersi, né di fuggire.
Secondo dichiarazioni di vari dirigenti del settore Scuola, questo nuovo omicidio farebbe parte di una campagna criminale che punta a sterminare in modo selettivo i membri della base sociale e popolare del Fnrp e i quadri sindacali intermedi che partecipano attivamente alle attività della Resistenza ed in modo particolare i membri delle organizzazioni del settore Scuola.
"L'omicidio di José Manuel Flores non è un fatto isolato, bensì una vera e propria strategia dei settori che hanno progettato e condotto il colpo di Stato - ha dichiarato a Sirel e alla Lista Informativa "Nicaragua y más" il presidente del Copemh, Eulogio Chávez -.
In Honduras hanno ormai riattivato il famigerato Battaglione 3-16 che durante gli anni 80 si è macchiato di ogni tipo di nefandezza, assassinando e facendo sparire dirigenti sindacali, leader dei movimenti operai, contadini e studenteschi. Ora stanno applicando la stessa strategia, gli stessi metodi, cercando di creare il terrore tra la popolazione in resistenza".
Secondo il dirigente, sono già cinque i maestri assassinati dallo scorso 28 giugno 2009, quattro dei quali appartenenti al Copemh.
"Il compagno José Manuel Flores Arguijo - ha continuato Chávez - partecipava attivamente alle attività della Resistenza e denunciava costantemente la corruzione nel Ministero dell'Educazione.
Stiamo vivendo una situazione che ci preoccupa molto e vogliamo inoltre denunciare che le istituzioni preposte, come la polizia o la Procura, non stanno facendo nulla per trovare i colpevoli di tutte queste morti e i responsabili delle migliaia di casi di violazioni ai diritti umani della popolazione honduregna", ha spiegato.
Durante la giornata del 25 marzo, il Fnrp ha convocato una marcia nella capitale per denunciare questo nuovo assassinio e per dare il proprio sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici dell'Università Nazionale Autonoma dell'Honduras (UNAH) che stanno esigendo il rinnovo del contratto e aumenti salariali. Migliaia di honduregni marceranno anche per sostenere la lotta delle organizzazioni contadine che fanno parte del Movimento Unificato Contadino dell'Aguán (MUCA), che lottano per recuperare le terre che sono state usurpate loro dai latifondisti golpisti Miguel Facussé, René Morales e Reynaldo Canale e che rischiano di essere sgomberati violentemente dalle forze militari che si sono riconcentrate nella zona nord-orientale del paese.
"Questo governo ed i suoi apparati repressivi vogliono perseguitarci ed assassinarci. Vogliono creare il terrore affinché la popolazione non continui a partecipare alle attività della Resistenza. Nonostante ciò, non riuscirà a spaventarci e ogni giorno che passa è sempre di più la gente che prende coscienza e che si ribella alla repressione", ha concluso Chávez.
José Manuel Flores è il quinto attivista assassinato negli ultimi dieci giorni. Prima di lui sono caduti per mano di sicari Francisco Castillo, attivista della Resistenza e collaboratore di Padre Tamayo, i contadini membri del MUCA, José Antonio Cardoza e José Carias e il giornalista Nahum Palacios.
© (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )
Quest'ennesimo brutale omicidio si inserisce all'interno di una campagna di terrore, fomentata dai corpi repressivi dello Stato honduregno a partire dal colpo di Stato del 28 giugno 2009, che è costata la vita a più di cinquanta membri della resistenza e la violazione dei diritti umani di migliaia di honduregni.
Ancora una volta, maestri, professori e docenti organizzati ed in resistenza piangono i loro morti e denunciano l'ondata repressiva contro i membri della Resistenza.
Il professore dell'Istituto San José del Pedregal e dirigente del Collegio dei professori di educazione media dell'Honduras, Copemh, José Manuel Flores Arguijo, è stato ucciso da uomini incappucciati con vari colpi di arma da fuoco alla schiena. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i membri di questi veri e propri squadroni della morte sarebbero entrati dal tetto e si sarebbero immediatamente diretti verso il professore, il quale non ha avuto il tempo né di difendersi, né di fuggire.
Secondo dichiarazioni di vari dirigenti del settore Scuola, questo nuovo omicidio farebbe parte di una campagna criminale che punta a sterminare in modo selettivo i membri della base sociale e popolare del Fnrp e i quadri sindacali intermedi che partecipano attivamente alle attività della Resistenza ed in modo particolare i membri delle organizzazioni del settore Scuola.
"L'omicidio di José Manuel Flores non è un fatto isolato, bensì una vera e propria strategia dei settori che hanno progettato e condotto il colpo di Stato - ha dichiarato a Sirel e alla Lista Informativa "Nicaragua y más" il presidente del Copemh, Eulogio Chávez -.
In Honduras hanno ormai riattivato il famigerato Battaglione 3-16 che durante gli anni 80 si è macchiato di ogni tipo di nefandezza, assassinando e facendo sparire dirigenti sindacali, leader dei movimenti operai, contadini e studenteschi. Ora stanno applicando la stessa strategia, gli stessi metodi, cercando di creare il terrore tra la popolazione in resistenza".
Secondo il dirigente, sono già cinque i maestri assassinati dallo scorso 28 giugno 2009, quattro dei quali appartenenti al Copemh.
"Il compagno José Manuel Flores Arguijo - ha continuato Chávez - partecipava attivamente alle attività della Resistenza e denunciava costantemente la corruzione nel Ministero dell'Educazione.
Stiamo vivendo una situazione che ci preoccupa molto e vogliamo inoltre denunciare che le istituzioni preposte, come la polizia o la Procura, non stanno facendo nulla per trovare i colpevoli di tutte queste morti e i responsabili delle migliaia di casi di violazioni ai diritti umani della popolazione honduregna", ha spiegato.
Durante la giornata del 25 marzo, il Fnrp ha convocato una marcia nella capitale per denunciare questo nuovo assassinio e per dare il proprio sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici dell'Università Nazionale Autonoma dell'Honduras (UNAH) che stanno esigendo il rinnovo del contratto e aumenti salariali. Migliaia di honduregni marceranno anche per sostenere la lotta delle organizzazioni contadine che fanno parte del Movimento Unificato Contadino dell'Aguán (MUCA), che lottano per recuperare le terre che sono state usurpate loro dai latifondisti golpisti Miguel Facussé, René Morales e Reynaldo Canale e che rischiano di essere sgomberati violentemente dalle forze militari che si sono riconcentrate nella zona nord-orientale del paese.
"Questo governo ed i suoi apparati repressivi vogliono perseguitarci ed assassinarci. Vogliono creare il terrore affinché la popolazione non continui a partecipare alle attività della Resistenza. Nonostante ciò, non riuscirà a spaventarci e ogni giorno che passa è sempre di più la gente che prende coscienza e che si ribella alla repressione", ha concluso Chávez.
José Manuel Flores è il quinto attivista assassinato negli ultimi dieci giorni. Prima di lui sono caduti per mano di sicari Francisco Castillo, attivista della Resistenza e collaboratore di Padre Tamayo, i contadini membri del MUCA, José Antonio Cardoza e José Carias e il giornalista Nahum Palacios.
© (Testo Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )
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25 marzo, 2010
Resistenza honduregna denuncia ingerenza degli Stati Uniti
Resistencia 5 estrellas - Giovedì 18 Marzo 2010
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) ha denunciato che gli Stati Uniti, attraverso il loro ambasciatore, s’intromettono negli affari interni dell’Honduras e cercano di dividere il movimento che si è creato contro il colpo di stato. Uno dei leader del Fronte ha affermato che le persecuzioni sono aumentate e che “l'ambasciatore degli Stati Uniti sta dirigendo ministri, militari e lo stesso presidente”, Porfirio Lobo. (TeleSur)
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Honduras, Hugo Llorens, sta “intervenendo negli affari interni del paese”, ha denunciato questo giovedì il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), aggiungendo che il diplomatico vuole dividere il movimento. “Stiamo vedendo come l'ambasciatore degli Stati Uniti stia già dirigendo ministri, militari e lo stesso presidente, ed intervenendo negli affari interni del paese”, ha assicurato Carlos H. Reyes, uno dei coordinatori del Fronte.
Il dirigente sindacale ha rivelato che si sono incrementate le persecuzioni e le campagne per indebolire il Fronte, da quando l'organizzazione si è manifestata come istanza politica di lotta per un’Assemblea Costituente.
Da parte sua, l’editoriale del quotidiano honduregno El Libertador, ha segnalato che così come faceva John Negroponte negli anni ‘80, Llorens governa dal Viale La Paz (dov’è situata l'ambasciata), fa politica, prende decisioni, ordina e cospira.
Il giornale fa riferimento alle riunioni svoltesi tra il diplomatico ed i membri del Partito Liberale e di altre organizzazioni con l'obiettivo di dividere il Fronte: “Il Fronte subisce in questi giorni gli attacchi del proconsole. La strategia è sempre la stessa: dìvide et ìmpera”.
Il FNRP ha segnalato recentemente mediante un comunicato che gli Stati Uniti, tramite il loro ambasciatore a Tegucigalpa, tentano di legittimare il governo di Porfirio Lobo, successore del regime di fatto. Si servono di un falso dialogo nazionale, per cercare di legalizzare il regime, rifiutato dalla maggioranza della popolazione.
“Llorens sta facendo un lavoro di divisione nel paese, pretende di spaccare la resistenza, ma il suo lavoro sporco non gli è riuscito bene”, ha dichiarato il coordinatore nazionale del Fronte, Juan Barahona.
Il 14 marzo scorso la Resistenza honduregna ha comunicato in un manifesto la continuazione della lotta “contro i golpisti ed i loro alleati nazionali ed internazionali, pertanto non riconosciamo il governo fraudolento di Porfirio Lobo”. Né rinunceranno all'installazione dell'Assemblea Nazionale Costituente Popolare e Democratica “dove sia riconosciuta ed integrata la diversità di pensiero e di lotte del popolo dell’Honduras”.
Il Fronte ha ribadito il non riconoscimento del governo Lobo ed il proposito di convocare una consultazione popolare per installare l’Assemblea Nazionale Costituente il 28 giugno, quando si compirà il primo anno dal colpo di stato militare, in seguito al quale assunse la presidenza di fatto Roberto Micheletti.
sabato 20 marzo 2010
Da: http://redsolhonduras.blogspot.com/
Tradotto da Adelina Bottero
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) ha denunciato che gli Stati Uniti, attraverso il loro ambasciatore, s’intromettono negli affari interni dell’Honduras e cercano di dividere il movimento che si è creato contro il colpo di stato. Uno dei leader del Fronte ha affermato che le persecuzioni sono aumentate e che “l'ambasciatore degli Stati Uniti sta dirigendo ministri, militari e lo stesso presidente”, Porfirio Lobo. (TeleSur)
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Honduras, Hugo Llorens, sta “intervenendo negli affari interni del paese”, ha denunciato questo giovedì il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), aggiungendo che il diplomatico vuole dividere il movimento. “Stiamo vedendo come l'ambasciatore degli Stati Uniti stia già dirigendo ministri, militari e lo stesso presidente, ed intervenendo negli affari interni del paese”, ha assicurato Carlos H. Reyes, uno dei coordinatori del Fronte.
Il dirigente sindacale ha rivelato che si sono incrementate le persecuzioni e le campagne per indebolire il Fronte, da quando l'organizzazione si è manifestata come istanza politica di lotta per un’Assemblea Costituente.
Da parte sua, l’editoriale del quotidiano honduregno El Libertador, ha segnalato che così come faceva John Negroponte negli anni ‘80, Llorens governa dal Viale La Paz (dov’è situata l'ambasciata), fa politica, prende decisioni, ordina e cospira.
Il giornale fa riferimento alle riunioni svoltesi tra il diplomatico ed i membri del Partito Liberale e di altre organizzazioni con l'obiettivo di dividere il Fronte: “Il Fronte subisce in questi giorni gli attacchi del proconsole. La strategia è sempre la stessa: dìvide et ìmpera”.
Il FNRP ha segnalato recentemente mediante un comunicato che gli Stati Uniti, tramite il loro ambasciatore a Tegucigalpa, tentano di legittimare il governo di Porfirio Lobo, successore del regime di fatto. Si servono di un falso dialogo nazionale, per cercare di legalizzare il regime, rifiutato dalla maggioranza della popolazione.
“Llorens sta facendo un lavoro di divisione nel paese, pretende di spaccare la resistenza, ma il suo lavoro sporco non gli è riuscito bene”, ha dichiarato il coordinatore nazionale del Fronte, Juan Barahona.
Il 14 marzo scorso la Resistenza honduregna ha comunicato in un manifesto la continuazione della lotta “contro i golpisti ed i loro alleati nazionali ed internazionali, pertanto non riconosciamo il governo fraudolento di Porfirio Lobo”. Né rinunceranno all'installazione dell'Assemblea Nazionale Costituente Popolare e Democratica “dove sia riconosciuta ed integrata la diversità di pensiero e di lotte del popolo dell’Honduras”.
Il Fronte ha ribadito il non riconoscimento del governo Lobo ed il proposito di convocare una consultazione popolare per installare l’Assemblea Nazionale Costituente il 28 giugno, quando si compirà il primo anno dal colpo di stato militare, in seguito al quale assunse la presidenza di fatto Roberto Micheletti.
sabato 20 marzo 2010
Da: http://redsolhonduras.blogspot.com/
Tradotto da Adelina Bottero
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18 marzo, 2010
2° Incontro Nazionale per la Rifondazione dell’Honduras
Rifondare e costruire il potere popolare e costituente in Honduras
Giorgio Trucchi - Rel-UITA
Dal 12 al 14 marzo 2010 si è svolto a La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá nel nord dell’Honduras, il 2° Incontro Nazionale per la Rifondazione dell’Honduras, cui hanno partecipato centinaia di delegati delle differenti organizzazioni sociali e politiche che compongono il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP). Organizzato dal Movimento per la Rifondazione dell’Honduras, dal Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH), dal Movimento Ampio Per La Dignità e La Giustizia (MADJ) e dalle Femministe in Resistenza (FER), l’incontro è stato considerato un assoluto successo ed un ulteriore passo verso l'unità dei differenti settori che si sono opposti al colpo di Stato, proponendosi la rifondazione dell’Honduras e l'installazione di un’Assemblea Nazionale Costituente.
“Rifondare l’Honduras vuol dire riprendere a pensare e sognare come vogliamo il nostro paese, e strutturarne lo sviluppo per raggiungere l'obiettivo” ha detto a Sirel Bertha Caceres, coordinatrice nazionale del COPINH.
È un processo complesso che deve toccare tutti i settori e gli spazi della vita nazionale, coinvolgendoci a livello individuale e collettivo. Un percorso di trasformazione economica e politica di fronte alla cultura dominante, che favorisca il nostro popolo e che ci porti alla formazione di un Honduras con giustizia, umanità, solidarietà, sovranità, autodeterminazione ed equità.
Per raggiungere tale obiettivo i delegati hanno lavorato duramente, analizzando, dibattendo, esponendo strategie e proposte. Tutte le riflessioni ed i progetti presentati in questi due giorni verranno raccolti e socializzati in altre parti del paese, così come a livello internazionale”, ha spiegato la dirigente del COPINH.
Tre sono stati i temi trasversali che hanno accompagnato il lavoro sviluppato da oltre mille delegati: la rifondazione, la costruzione del potere popolare e del potere costituente, e come il popolo parteciperà alla sfida dell'installazione di un’Assemblea Nazionale Costituente Popolare e Democratica.
Molto emozionante e carica di simbolismo è stata anche la prova di redazione di una nuova Costituzione della Repubblica, attraverso un processo costituente cui hanno partecipato tutte e tutti i delegati.
“E’ stata una pratica molto importante e partecipata. Si sono formati 20 gruppi di lavoro, prendendo in esame i diversi aspetti che hanno a che vedere con la Costituzione, tra cui ad esempio il tema politico, il modello economico, i diritti umani, i diritti delle popolazioni indigene ed afrocaraibiche, il tema del lavoro, di genere” ha illustrato a Sirel Carlos H. Reyes, presidente di STIBYS.
Dopo un dibattito approfondito si sono man mano redatti i vari capitoli di una nuova Costituzione, ed è stato designato un Gruppo Direttivo che dirigerà l'Assemblea Nazionale Costituente, avendo come presidentessa eletta Bertha Oliva, del Comitato dei Familiari dei Detenuti Desaparecidos in Honduras (COFADEH).
“Coi delegati - ha continuato Reyes - si è parlato del potere costituente e del potere costituito, analizzando la necessità e l’urgenza di una convocazione dell’Assemblea Nazionale Costituente. Ci aspetta adesso un lavoro molto difficile, ma nel contempo si tratta di vita o morte per il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare.
Lavoreremo molto intensamente i prossimi due mesi e mezzo per arrivare ad una Consultazione Popolare il prossimo 28 giugno, data del colpo di stato. Ancora non abbiamo definito in quale modo la svolgeremo, ma sappiamo che è uno strumento che ci servirà non soltanto per avere un censimento della gente disposta ad appoggiare il processo costituente, ma anche per continuare il processo unitario, di mobilitazione ed organizzazione”, ha affermato il dirigente sindacale.
Per Carlos H. Reyes i settori golpisti sanno perfettamente che il FNRP è riuscito a mantenere e rafforzare l'unità tra movimenti sociali ed organizzazioni politiche, con l'obiettivo della presa del potere. Per questo motivo si sono incrementate la violenza selettiva contro i membri della Resistenza e le strategie per rompere quest’unità.
“Infine bisogna sottolineare che quest’incontro per la rifondazione dell’Honduras non si è chiuso - ha concluso Bertha Caceres - L'assemblea ha espresso la necessità di mantenere aperto il processo di riflessione e costruzione cominciato alcune settimane prima del colpo di stato e continuato in questi tre giorni. Si è trattato di un apprendistato molto arricchente per tutti e tutte, promotore di dibattito e di processi, in cui la presenza e la proposta delle donne è stata di grande rilievo”.
Fonte:
http://www.rel-uita.org/internacional/honduras/democradura/hacia_la_refundacion_de_honduras-2.htm
Da : http://www.rebelion.org/noticia.php?id=102340
Tradotto da Adelina Bottero
Giorgio Trucchi - Rel-UITA
Dal 12 al 14 marzo 2010 si è svolto a La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá nel nord dell’Honduras, il 2° Incontro Nazionale per la Rifondazione dell’Honduras, cui hanno partecipato centinaia di delegati delle differenti organizzazioni sociali e politiche che compongono il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP). Organizzato dal Movimento per la Rifondazione dell’Honduras, dal Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH), dal Movimento Ampio Per La Dignità e La Giustizia (MADJ) e dalle Femministe in Resistenza (FER), l’incontro è stato considerato un assoluto successo ed un ulteriore passo verso l'unità dei differenti settori che si sono opposti al colpo di Stato, proponendosi la rifondazione dell’Honduras e l'installazione di un’Assemblea Nazionale Costituente.
“Rifondare l’Honduras vuol dire riprendere a pensare e sognare come vogliamo il nostro paese, e strutturarne lo sviluppo per raggiungere l'obiettivo” ha detto a Sirel Bertha Caceres, coordinatrice nazionale del COPINH.
È un processo complesso che deve toccare tutti i settori e gli spazi della vita nazionale, coinvolgendoci a livello individuale e collettivo. Un percorso di trasformazione economica e politica di fronte alla cultura dominante, che favorisca il nostro popolo e che ci porti alla formazione di un Honduras con giustizia, umanità, solidarietà, sovranità, autodeterminazione ed equità.
Per raggiungere tale obiettivo i delegati hanno lavorato duramente, analizzando, dibattendo, esponendo strategie e proposte. Tutte le riflessioni ed i progetti presentati in questi due giorni verranno raccolti e socializzati in altre parti del paese, così come a livello internazionale”, ha spiegato la dirigente del COPINH.
Tre sono stati i temi trasversali che hanno accompagnato il lavoro sviluppato da oltre mille delegati: la rifondazione, la costruzione del potere popolare e del potere costituente, e come il popolo parteciperà alla sfida dell'installazione di un’Assemblea Nazionale Costituente Popolare e Democratica.
Molto emozionante e carica di simbolismo è stata anche la prova di redazione di una nuova Costituzione della Repubblica, attraverso un processo costituente cui hanno partecipato tutte e tutti i delegati.
“E’ stata una pratica molto importante e partecipata. Si sono formati 20 gruppi di lavoro, prendendo in esame i diversi aspetti che hanno a che vedere con la Costituzione, tra cui ad esempio il tema politico, il modello economico, i diritti umani, i diritti delle popolazioni indigene ed afrocaraibiche, il tema del lavoro, di genere” ha illustrato a Sirel Carlos H. Reyes, presidente di STIBYS.
Dopo un dibattito approfondito si sono man mano redatti i vari capitoli di una nuova Costituzione, ed è stato designato un Gruppo Direttivo che dirigerà l'Assemblea Nazionale Costituente, avendo come presidentessa eletta Bertha Oliva, del Comitato dei Familiari dei Detenuti Desaparecidos in Honduras (COFADEH).
“Coi delegati - ha continuato Reyes - si è parlato del potere costituente e del potere costituito, analizzando la necessità e l’urgenza di una convocazione dell’Assemblea Nazionale Costituente. Ci aspetta adesso un lavoro molto difficile, ma nel contempo si tratta di vita o morte per il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare.
Lavoreremo molto intensamente i prossimi due mesi e mezzo per arrivare ad una Consultazione Popolare il prossimo 28 giugno, data del colpo di stato. Ancora non abbiamo definito in quale modo la svolgeremo, ma sappiamo che è uno strumento che ci servirà non soltanto per avere un censimento della gente disposta ad appoggiare il processo costituente, ma anche per continuare il processo unitario, di mobilitazione ed organizzazione”, ha affermato il dirigente sindacale.
Per Carlos H. Reyes i settori golpisti sanno perfettamente che il FNRP è riuscito a mantenere e rafforzare l'unità tra movimenti sociali ed organizzazioni politiche, con l'obiettivo della presa del potere. Per questo motivo si sono incrementate la violenza selettiva contro i membri della Resistenza e le strategie per rompere quest’unità.
“Infine bisogna sottolineare che quest’incontro per la rifondazione dell’Honduras non si è chiuso - ha concluso Bertha Caceres - L'assemblea ha espresso la necessità di mantenere aperto il processo di riflessione e costruzione cominciato alcune settimane prima del colpo di stato e continuato in questi tre giorni. Si è trattato di un apprendistato molto arricchente per tutti e tutte, promotore di dibattito e di processi, in cui la presenza e la proposta delle donne è stata di grande rilievo”.
Fonte:
http://www.rel-uita.org/internacional/honduras/democradura/hacia_la_refundacion_de_honduras-2.htm
Da : http://www.rebelion.org/noticia.php?id=102340
Tradotto da Adelina Bottero
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17 marzo, 2010
Roberto Micheletti non potrà entrare in Nicaragua
Il governo del Nicaragua ha rovinato i piani dell'ex presidente di fatto dell'Honduras, Roberto Micheletti, convinto di potere raccogliere l'invito del Partito liberale costituzionalista, Plc, per partecipare il prossimo 21 marzo ad un'attività nella città di Boaco, nella zona centrale del Nicaragua.
Nella lettera inviata dalla direttrice dell'Ufficio Immigrazioni, María Antonieta Novoa Salinas, al suo omologo in Honduras, il governo del Nicaragua ha informato che "al cittadino di nazionalità honduregna Roberto Micheletti Bain, è vietata l'entrata in territorio nicaraguense ed è stato segnalato a tutte le autorità migratorie del nostro paese in tutte le frontiere, siano esse aeree, marittime e terrestri".
Secondo il testo della lettera, questo Ufficio "prenderà le misure necessarie nel caso in cui il cittadino in oggetto si presenti ad uno dei posti di frontiera del paese".
Micheletti era stato invitato dal Plc in qualità di vicepresidente dell'Internazionale Liberale, per partecipare ad un atto in commemorazione del comandante della Contra ed ex membro della Guardia Nazionale del dittatore Anastasio Somoza, Enrique Bermúdez, assassinato da sconosciuti all'inizio degli anni 90. In questa occasione, Micheletti sarebbe stato insignito con l'onoreficenza dell'Ordine "José Santos Zelaya", massima distinzione del partito d'opposizione
Tuttavia, dirigenti del Plc hanno spiegato che il vero obiettivo sarebbe stato quello di coinvolgere l'ex presidente di fatto nello sforzo per raggruppare ed unire le varie forze liberali disperse in vari partiti, per creare un unico fronte d'opposizione in vista delle elezioni nazionali del 2011.
Vista da quest'ottica, è quindi comprensibile l'esagerata reazione dei principali dirigenti del Plc e del rappresentante regionale della Fondazione "Friedrick Naumann", Christian Lüth, braccio politico dell'Internazionale Liberale e una delle organizzazioni impegnate a contrastare e combattere i processi di unità latinoamericana e l'operato dei governi progressisti della regione (http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp9a23-004392.htm)
Secondo Lüth, questa decisione del governo nicaraguense provocherà una dura reazione da parte dei governi europei e della stessa Unione Europea, prospettando catastrofiche conseguenze di tipo economico e politico.
Allo stesso modo, l'ex ministro degli Esteri ed attuale presidente della Commissione Esteri del Parlamento, Francisco Aguirre Sacasa, ha detto che "c'è un gran malessere nel Plc per questa decisione del governo ed interpelleremo la ministra degli Interni e la direttrice dell'Ufficio Immigrazioni, affinché ci spieghino perché sia stato negato l'accesso all'ex presidente Micheletti" .
"Micheletti - ha continuato - è una delle persone che maggiormente hanno contribuito a preservare la democrazia rappresentativa in Honduras e non ha commesso nessun delitto né in Nicaragua, nè in altri paesi".
L'ex ministro si è detto dispiaciuto del fatto che nella lettera non venisse spiegato di quali delitti si accusa l'ex presidente di fatto. "È per questo che considero questa decisione incompatibile con lo spirito dello Stato di Diritto e dell'integrazione centroamericana", ha concluso.
La decisione del governo nicaraguense è invece stata spiegata in modo molto chiaro dal ministro degli Esteri, Samuel Santos. "Per capire questa decisione dobbiamo fare un passo indietro e ripensare a ciò che è successo in Honduras. Questo signor Micheletti è un golpista ed è stato condannato e ripudiato dal mondo intero, per essere uno dei principali protagonisti del colpo di Stato", ha detto.
Per Santos, la decisione del governo "è ragionevole", perché in Honduras sono stati violati e si continuano a violare i diritti umani di "tutte quelle persone che si sono opposte al colpo e che hanno difeso il diritto del popolo honduregno a decidere il proprio destino".
Il ministro ha anche fatto sapere che Micheletti sarà sempre considerato un golpista dal suo governo "indipendentemente da una possibile futura normalizzazione delle relazioni tra Honduras e la comunità internazionale".
Sorpreso
In Honduras, l'ex presidente di fatto si è dichiarato sorpreso da questa decisione. "Ero contento perché in Nicaragua avrei iniziato il mio lavoro come vicepresidente dell'Internazionale Liberale, ma (il presidente del Nicaragua, Daniel) Ortega mi ha proibito l'entrata ed io rispetto le leggi".
Roberto Micheletti ha negato la veridicità delle accuse presentate da importanti organizzazioni nazionali ed internazionali che lo responsabilizzano per la repressione e gli omicidi selettivi accaduti durante il suo regime di fatto. "Io ho la coscienza tranquilla perché non ho commesso nessun delitto", ha dichiarato.
Per impedire qualsiasi altro tentativo di entrare al paese, il Movimento Sociale Nicaraguense "Otro Mundo es Posible" ed altre organizzazioni hanno annunciato che nei prossimi giorni presenteranno alla Procura del Nicaragua una denuncia contro Roberto Micheletti per delitti di lesa umanità.
Honduras: è ancora violenza
Mentre continuano gli sforzi da parte di buona parte della comunità internazionale per normalizzare le relazioni con il paese centroamericano - i presidenti di Guatemala ed El Salvador si sono riuniti nei giorni scorsi con Porfirio Lobo per normalizzare le relazioni politiche ed economiche ed hanno chiesto agli organismi finanziari internazionali di riattivare il flusso dei finanziamenti e le linee di credito-, in Honduras continua la violenza sistematica contro i membri della Resistenza.
La notte di domenica 14 marzo è stato assassinato il giornalista Nahum Palacios, direttore di Canale 5. Pochi giorni prima, l'11 marzo, era stato ucciso David Meza Montecinos, giornalista di Radio El Patio e corrispondente di Radio America e del radiogiornale "Abriendo Brecha".
Contro Palacios sono stati esplosi più di 40 colpi di AK-47, 28 dei quali lo hanno raggiunto, ferendo gravemente anche le persone che lo accompagnavano nell'auto.
Nahum Palacios era stato arrestato e perseguitato dall'esercito durante i giorni del colpo di Stato, accusato di promuovere l'insurrezione e l'alterazione dell'ordine attraverso i suoi programmi. A causa di questi fatti, la Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, aveva chiesto allo Stato honduregno la protezione di Palacios, cosa mai avvenuta.
Negli ultimi tempi, il giornalista assassinato aveva seguito in modo particolare il conflitto agrario nella zona del Bajo Aguán, dove migliaia di contadini legati al Movimento unificato contadino dell'Aguán, Muca, hanno iniziato un'azione di "recupero" di decine di migliaia di ettari di terra, usurpati dai latifondisti e produttori di palma africana legati ai settori golpisti, Miguel Facussé Barjum, René Morales e Reynaldo Canales.
Al recente viaggio in America Latina della segretaria di Stato nordamericana, Hillary Clinton, per convincere i governi del continente ad accettare e promuovere il ritorno dell'Honduras all'interno delle organizzazioni ed istanze internazionali, si è aggiunta la decisione dell'Unione Europea di riaccettare la presenza honduregna nelle negoziazioni dell'Accordo di Associazione tra Unione Europea e Centroamerica.
Alla luce di quanto sta accadendo nel paese centroamericano, queste politiche espresse da due principali blocchi politici ed economici a livello mondiale sono un insulto alla memoria di Nahum Palacios, delle decine di membri della Resistenza assassinati durante e dopo il colpo di Stato e delle migliaia di honduregni ed honduregne i cui diritti umani sono stati violati a partire dal 28 giugno 2009.
Nella lettera inviata dalla direttrice dell'Ufficio Immigrazioni, María Antonieta Novoa Salinas, al suo omologo in Honduras, il governo del Nicaragua ha informato che "al cittadino di nazionalità honduregna Roberto Micheletti Bain, è vietata l'entrata in territorio nicaraguense ed è stato segnalato a tutte le autorità migratorie del nostro paese in tutte le frontiere, siano esse aeree, marittime e terrestri".
Secondo il testo della lettera, questo Ufficio "prenderà le misure necessarie nel caso in cui il cittadino in oggetto si presenti ad uno dei posti di frontiera del paese".
Micheletti era stato invitato dal Plc in qualità di vicepresidente dell'Internazionale Liberale, per partecipare ad un atto in commemorazione del comandante della Contra ed ex membro della Guardia Nazionale del dittatore Anastasio Somoza, Enrique Bermúdez, assassinato da sconosciuti all'inizio degli anni 90. In questa occasione, Micheletti sarebbe stato insignito con l'onoreficenza dell'Ordine "José Santos Zelaya", massima distinzione del partito d'opposizione
Tuttavia, dirigenti del Plc hanno spiegato che il vero obiettivo sarebbe stato quello di coinvolgere l'ex presidente di fatto nello sforzo per raggruppare ed unire le varie forze liberali disperse in vari partiti, per creare un unico fronte d'opposizione in vista delle elezioni nazionali del 2011.
Vista da quest'ottica, è quindi comprensibile l'esagerata reazione dei principali dirigenti del Plc e del rappresentante regionale della Fondazione "Friedrick Naumann", Christian Lüth, braccio politico dell'Internazionale Liberale e una delle organizzazioni impegnate a contrastare e combattere i processi di unità latinoamericana e l'operato dei governi progressisti della regione (http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp9a23-004392.htm)
Secondo Lüth, questa decisione del governo nicaraguense provocherà una dura reazione da parte dei governi europei e della stessa Unione Europea, prospettando catastrofiche conseguenze di tipo economico e politico.
Allo stesso modo, l'ex ministro degli Esteri ed attuale presidente della Commissione Esteri del Parlamento, Francisco Aguirre Sacasa, ha detto che "c'è un gran malessere nel Plc per questa decisione del governo ed interpelleremo la ministra degli Interni e la direttrice dell'Ufficio Immigrazioni, affinché ci spieghino perché sia stato negato l'accesso all'ex presidente Micheletti" .
"Micheletti - ha continuato - è una delle persone che maggiormente hanno contribuito a preservare la democrazia rappresentativa in Honduras e non ha commesso nessun delitto né in Nicaragua, nè in altri paesi".
L'ex ministro si è detto dispiaciuto del fatto che nella lettera non venisse spiegato di quali delitti si accusa l'ex presidente di fatto. "È per questo che considero questa decisione incompatibile con lo spirito dello Stato di Diritto e dell'integrazione centroamericana", ha concluso.
La decisione del governo nicaraguense è invece stata spiegata in modo molto chiaro dal ministro degli Esteri, Samuel Santos. "Per capire questa decisione dobbiamo fare un passo indietro e ripensare a ciò che è successo in Honduras. Questo signor Micheletti è un golpista ed è stato condannato e ripudiato dal mondo intero, per essere uno dei principali protagonisti del colpo di Stato", ha detto.
Per Santos, la decisione del governo "è ragionevole", perché in Honduras sono stati violati e si continuano a violare i diritti umani di "tutte quelle persone che si sono opposte al colpo e che hanno difeso il diritto del popolo honduregno a decidere il proprio destino".
Il ministro ha anche fatto sapere che Micheletti sarà sempre considerato un golpista dal suo governo "indipendentemente da una possibile futura normalizzazione delle relazioni tra Honduras e la comunità internazionale".
Sorpreso
In Honduras, l'ex presidente di fatto si è dichiarato sorpreso da questa decisione. "Ero contento perché in Nicaragua avrei iniziato il mio lavoro come vicepresidente dell'Internazionale Liberale, ma (il presidente del Nicaragua, Daniel) Ortega mi ha proibito l'entrata ed io rispetto le leggi".
Roberto Micheletti ha negato la veridicità delle accuse presentate da importanti organizzazioni nazionali ed internazionali che lo responsabilizzano per la repressione e gli omicidi selettivi accaduti durante il suo regime di fatto. "Io ho la coscienza tranquilla perché non ho commesso nessun delitto", ha dichiarato.
Per impedire qualsiasi altro tentativo di entrare al paese, il Movimento Sociale Nicaraguense "Otro Mundo es Posible" ed altre organizzazioni hanno annunciato che nei prossimi giorni presenteranno alla Procura del Nicaragua una denuncia contro Roberto Micheletti per delitti di lesa umanità.
Honduras: è ancora violenza
Mentre continuano gli sforzi da parte di buona parte della comunità internazionale per normalizzare le relazioni con il paese centroamericano - i presidenti di Guatemala ed El Salvador si sono riuniti nei giorni scorsi con Porfirio Lobo per normalizzare le relazioni politiche ed economiche ed hanno chiesto agli organismi finanziari internazionali di riattivare il flusso dei finanziamenti e le linee di credito-, in Honduras continua la violenza sistematica contro i membri della Resistenza.
La notte di domenica 14 marzo è stato assassinato il giornalista Nahum Palacios, direttore di Canale 5. Pochi giorni prima, l'11 marzo, era stato ucciso David Meza Montecinos, giornalista di Radio El Patio e corrispondente di Radio America e del radiogiornale "Abriendo Brecha".
Contro Palacios sono stati esplosi più di 40 colpi di AK-47, 28 dei quali lo hanno raggiunto, ferendo gravemente anche le persone che lo accompagnavano nell'auto.
Nahum Palacios era stato arrestato e perseguitato dall'esercito durante i giorni del colpo di Stato, accusato di promuovere l'insurrezione e l'alterazione dell'ordine attraverso i suoi programmi. A causa di questi fatti, la Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, aveva chiesto allo Stato honduregno la protezione di Palacios, cosa mai avvenuta.
Negli ultimi tempi, il giornalista assassinato aveva seguito in modo particolare il conflitto agrario nella zona del Bajo Aguán, dove migliaia di contadini legati al Movimento unificato contadino dell'Aguán, Muca, hanno iniziato un'azione di "recupero" di decine di migliaia di ettari di terra, usurpati dai latifondisti e produttori di palma africana legati ai settori golpisti, Miguel Facussé Barjum, René Morales e Reynaldo Canales.
Al recente viaggio in America Latina della segretaria di Stato nordamericana, Hillary Clinton, per convincere i governi del continente ad accettare e promuovere il ritorno dell'Honduras all'interno delle organizzazioni ed istanze internazionali, si è aggiunta la decisione dell'Unione Europea di riaccettare la presenza honduregna nelle negoziazioni dell'Accordo di Associazione tra Unione Europea e Centroamerica.
Alla luce di quanto sta accadendo nel paese centroamericano, queste politiche espresse da due principali blocchi politici ed economici a livello mondiale sono un insulto alla memoria di Nahum Palacios, delle decine di membri della Resistenza assassinati durante e dopo il colpo di Stato e delle migliaia di honduregni ed honduregne i cui diritti umani sono stati violati a partire dal 28 giugno 2009.
Etichette: Honduras
12 marzo, 2010
FRONTE NAZIONALE DI RESISTENZA POPOLARE
Comunicato n° 51
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare comunica alla popolazione honduregna e alla comunità internazionale:
1) Annunciamo la realizzazione di una consulta nazionale per convocare l'Assemblea Nazionale Costituente Includente e Popolare. La convocazione è fissata per il 28 giugno 2010, giorno in cui si compirà un anno dal colpo di stato, e rappresenterà la volontà improrogabile del popolo a costruire vera democrazia e a trasformare il sistema d’ingiustizia e repressione installato dall'oligarchia.
2) Condanniamo l'ingerenza del governo degli Stati Uniti negli affari interni del nostro paese, portata avanti attraverso il suo ambasciatore, che in modo schifoso tenta di dare un faccia di legittimità al regime di fatto, mediante un falso dialogo nazionale che ignora il rifiuto maggioritario della popolazione alla dittatura.
3) Allertiamo le organizzazioni dei diritti umani e la comunità internazionale riguardo alla grave situazione in cui si trovano i nostri compagni e compagne del Movimento Unificato Contadino dell’Aguàn (MUCA), contro cui si sta portando avanti una campagna mediatica e politica per screditarne la giusta lotta per il diritto al lavoro.
Riteniamo responsabili Miguel Facussé Barjum ed il regime di fatto di Porfirio Lobo per qualunque atto di violenza scatenato contro questa comunità contadina.
Allo stesso modo denunciamo i mezzi d’informazione dell'oligarchia, specialmente i quotidiani “La Prensa” ed “El Haraldo”, di proprietà di Jorge Canahuati Larach, ed i canali televisivi della Compagnia di Televicentro, proprietà di Rafael Ferrari, che pretendono di far passare per terroristi le famiglie dei lavoratori e i dirigenti popolari.
4) Ribadiamo che il FNRP respinge l'offensiva che il regime di fatto intraprende contro la classe lavoratrice ed i suoi rappresentanti. Esigiamo che si rispetti lo statuto sindacale dei nostri compagni e compagne del Sindacato dei Lavoratori dell'Università Nazionale Autonoma dell’Honduras.
5) Convochiamo il Secondo Incontro per la Rifondazione dell’Honduras, che si svolgerà nella città di La Esperanza nei giorni 12 e 14 marzo. Nell’evento si continueranno le attività per progettare ed esigere l'Assemblea Nazionale Costituente.
Resistiamo e Vinceremo!
Tegucigalpa, 4 marzo 2010
http://voselsoberano.com/v1 /
Tradotto da Adelina Bottero
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare comunica alla popolazione honduregna e alla comunità internazionale:
1) Annunciamo la realizzazione di una consulta nazionale per convocare l'Assemblea Nazionale Costituente Includente e Popolare. La convocazione è fissata per il 28 giugno 2010, giorno in cui si compirà un anno dal colpo di stato, e rappresenterà la volontà improrogabile del popolo a costruire vera democrazia e a trasformare il sistema d’ingiustizia e repressione installato dall'oligarchia.
2) Condanniamo l'ingerenza del governo degli Stati Uniti negli affari interni del nostro paese, portata avanti attraverso il suo ambasciatore, che in modo schifoso tenta di dare un faccia di legittimità al regime di fatto, mediante un falso dialogo nazionale che ignora il rifiuto maggioritario della popolazione alla dittatura.
3) Allertiamo le organizzazioni dei diritti umani e la comunità internazionale riguardo alla grave situazione in cui si trovano i nostri compagni e compagne del Movimento Unificato Contadino dell’Aguàn (MUCA), contro cui si sta portando avanti una campagna mediatica e politica per screditarne la giusta lotta per il diritto al lavoro.
Riteniamo responsabili Miguel Facussé Barjum ed il regime di fatto di Porfirio Lobo per qualunque atto di violenza scatenato contro questa comunità contadina.
Allo stesso modo denunciamo i mezzi d’informazione dell'oligarchia, specialmente i quotidiani “La Prensa” ed “El Haraldo”, di proprietà di Jorge Canahuati Larach, ed i canali televisivi della Compagnia di Televicentro, proprietà di Rafael Ferrari, che pretendono di far passare per terroristi le famiglie dei lavoratori e i dirigenti popolari.
4) Ribadiamo che il FNRP respinge l'offensiva che il regime di fatto intraprende contro la classe lavoratrice ed i suoi rappresentanti. Esigiamo che si rispetti lo statuto sindacale dei nostri compagni e compagne del Sindacato dei Lavoratori dell'Università Nazionale Autonoma dell’Honduras.
5) Convochiamo il Secondo Incontro per la Rifondazione dell’Honduras, che si svolgerà nella città di La Esperanza nei giorni 12 e 14 marzo. Nell’evento si continueranno le attività per progettare ed esigere l'Assemblea Nazionale Costituente.
Resistiamo e Vinceremo!
Tegucigalpa, 4 marzo 2010
http://voselsoberano.com/v1 /
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
HONDURAS: OCCHIO, COMPAGNI DELLA RETE!!!
Compagne e compagni,
è sommamente inusuale, strano, inedito e davvero incredibile che un mezzo d’informazione come “La Prensa” maneggi - come fosse un documento di sua proprietà - un rapporto dei servizi segreti dell'esercito. Non sarà il contrario? Non sarà l'esercito a far scivolare in quelle pagine i contenuti “psicosociali” che gli interessa diffondere, con l’intento di “preparare l'opinione pubblica” e giustificare la violenta repressione, con sequela di morti e arresti, che si sta preparando ad effettuare nel Bajo Aguan?
Non sarà che i proprietari terrieri, i cui nomi abbiamo segnalato decine di volte, hanno puntato gli occhi avidi su queste terre e le esigono libere da contadini? Ormai non san più che fare. Son pazzi di bramosia. Fino al punto di voler implicare in quell’ipotetica “cellula” (gruppo composto da non più di sei persone) un concetto non politico, ma filosofico: la Teologia della Liberazione. Oltretutto hanno l’ardire di coinvolgere la Resistenza, movimento civile, pacifico, di massa, nel presunto complotto per installare nella zona un fronte narco-guerrigliero.
Che questo “Lupo” si scelga un altro osso (n.d.t. :riferito a Pepe “Lobo”). Siamo già maggiorenni e vaccinati contro lo spavento. Intensifichiamo al massimo la vigilanza nella zona. Non permettiamo che la violenza ufficiale e paramilitare continui a strappare la vita ai nostri fratelli contadini.
Igor Calvo
N.B.: Vale la pena leggere l’articolo che segue. E’ zeppo di bugie, inesattezze e di tendenzioso interesse a marchiare come violento un movimento rivendicativo di carattere strettamente sociale. Fate molta attenzione, siate molto guardinghi, che questo ci suona come preparazione ad una prossima terra bruciata. L'abbiamo visto fare in altri paesi: Colombia, Perù, Guatemala, Messico, solo per citarne alcuni.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Occhio, compagni della rete, a quest’informazione preoccupante pubblicata su “La Prensa” e reinviata da un internauta.
CELLULA GUERRIGLIERA SI ARMA NEL BAJO AGUÁN
Un rapporto dei servizi segreti militari in mano a “La Prensa”
avverte che può scoppiare una nuova crisi
28 febbraio 2010 - redaccion@laprensa.hn - San Pedro Sula, Honduras
Appoggio dei movimenti di sinistra, addestramento da parte della guerriglia colombiana e finanziamento strategico attraverso il narcotraffico: ecco ciò che sta dietro, secondo una rapporto dei servizi segreti in mano a “La Prensa”, ai gruppi contadini che continuano ad occupare diversi possedimenti di palma africana nel Bajo Aguán, dipartimento di Colòn.
“Vari membri di queste organizzazioni corporative, le più radicali, hanno stretto un'alleanza strategica col narcotraffico della zona per ottenere protezione, risorse economiche ed armi per le loro attività; in cambio, i narcotrafficanti investono in un progetto politico che, una volta realizzato, darà loro completa libertà di manovra in Honduras”, si afferma nel rapporto.
Il sostegno e l’indottrinamento di questi gruppi contadini armati viene da “una struttura installata nella regione, che va dalle organizzazioni non governative di taglio socialista, ai sacerdoti dell'ordine dei gesuiti che proclamano la teologia della liberazione in ogni comunità, dai dirigenti dell’istruzione ed insegnanti radicali di sinistra, fino ai mezzi d’informazione locali partigiani d’ideologie comuniste”.
Il documento spiega che, durante l’attuazione della riforma agraria, in questa regione spopolata del paese furono organizzate diverse cooperative contadine; la più grande era Coapalma, creata nel 1981 e dedita alla produzione di palma africana.
“Questa cooperativa agraria, nel suo momento migliore, monopolizzò tale titolo in tutto il paese agglutinando 54 cooperative di contadini, finché la corruzione interna e l'incapacità amministrativa li portò nel 1993 a cederla pezzo per pezzo. Coapalma venne venduta per la maggior parte alle imprese Agropalma del nicaraguense René Morales ed all'Esportatrice dell'Atlantico di Miguel Facussé. Da alcuni anni a questa parte, dato il grande successo di questa coltivazione, il cui prezzo è salito del 500 % negli ultimi 15 anni, alcuni membri delle originarie cooperative contadine pretendono di recuperarne le terre, adducendo che furono pagate loro pochissimo”.
I fatti
“Dal mese di dicembre, al declino della crisi politica, i gruppi di agricoltori ed in particolare quelli appartenenti al Movimento Unito dei Contadini dell’Aguàn (MUCA), appoggiati dalla suddetta resistenza, si sono riproposti di riprendersi le terre ed hanno invaso una ventina d’aziende agricole appartenute all’originaria Coapalma, di cui alcune fra le più importanti sono: Despertar, San Esteban, Trinidad, Suyapa, Guanchías, Buenos Amigos e Tarros”, spiega la relazione, rivelando una serie di dati relativi al conflitto che si vive nel Bajo Aguán.
“È un dato di fatto che possiedano armi di grosso calibro e che siano disposti ad usarle, come si è verificato in alcuni scontri con le forze dell'ordine. Tutta questa situazione ha danneggiato l'economia regionale, causando quotidianamente alle imprese perdite di migliaia di dollari, facendo fuggire gli investitori stranieri ed accrescendo la sensazione d’insicurezza e fragilità politica nella regione e nel paese”. Stando al rapporto, questi gruppi di coltivatori mantengono posti di vigilanza alle entrate delle proprietà e posti d’osservazione all’interno delle piantagioni di palma; possiedono carabine 12, fucili calibro 308 e pistole di vari calibri”.
Così attesta il documento: “Si è avuta informazione che Miguel Fúnez Molina, appartenente al gruppo contadino MUCA e residente nella cooperativa Los Leones del Bajo Aguán, ha dichiarato che si stanno procurando armi per organizzare una sovversione, seguendo le indicazioni di Rafael Alegría, e stanno aspettando alcuni istruttori delle FARC per addestrarsi all’uso di granate ed armi”. Su Fúnez Molina pendono vari ordini di cattura come sospetto capo di una banda di sequestratori operante nella regione.
Le organizzazioni
“Grazie all'assistenza che hanno i dirigenti del magistero nel dipartimento e alla loro adesione alla cosiddetta “resistenza”, il corpo docente è stato il principale ariete contro il Governo. Ora, alcuni minacciano di non cominciare le lezioni finché non verranno agevolati i pagamenti ritardati agli insegnanti. Anche il fallimento dei negoziati per il salario minimo potrebbe far esplodere una nuova crisi. Tuttavia, si è scoperto che esistono serie divisioni all’interno della corporazione del magistero e che una parte significativa di docenti è parzialmente o totalmente contraria ai dirigenti. In conclusione, crediamo che si manterranno ai margini delle lotte contadine”.
Le formazioni sindacali nel dipartimento di Colòn, coordinate dal Comitato di Organizzazioni Popolari dell'Aguán (COPA), sono state molto attive a favore della resistenza durante la crisi politica, ma hanno desistito dalle manifestazioni pubbliche con l’avvio del processo elettorale. Fino a questo momento hanno appoggiato le azioni del MUCA attraverso i mezzi d’informazione locali, ma non hanno compiuto atti concreti. Riguardo al settore religioso, il rapporto indica: “Autorità della Chiesa Cattolica hanno forti legami nel dipartimento con le associazioni di coltivatori, ufficialmente col proposito di promuovere gruppi ambientalisti ed etnici, ma si crede, in realtà, anche per rafforzare il loro partito, la Democrazia Cristiana”.
“È importante rimarcare che l'ordine cattolico dominante del dipartimento è quello dei gesuiti, seguaci della teologia della liberazione, la quale è una visione marxista del vangelo. Da quest’ordine sono usciti tutti i sacerdoti guerriglieri dalla Chiesa, incluso Guadalupe Carney”, segnala il rapporto, già in mano alle autorità superiori del governo.
http://redsolhonduras.blogspot.com/
Tradotto da Adelina Bottero
è sommamente inusuale, strano, inedito e davvero incredibile che un mezzo d’informazione come “La Prensa” maneggi - come fosse un documento di sua proprietà - un rapporto dei servizi segreti dell'esercito. Non sarà il contrario? Non sarà l'esercito a far scivolare in quelle pagine i contenuti “psicosociali” che gli interessa diffondere, con l’intento di “preparare l'opinione pubblica” e giustificare la violenta repressione, con sequela di morti e arresti, che si sta preparando ad effettuare nel Bajo Aguan?
Non sarà che i proprietari terrieri, i cui nomi abbiamo segnalato decine di volte, hanno puntato gli occhi avidi su queste terre e le esigono libere da contadini? Ormai non san più che fare. Son pazzi di bramosia. Fino al punto di voler implicare in quell’ipotetica “cellula” (gruppo composto da non più di sei persone) un concetto non politico, ma filosofico: la Teologia della Liberazione. Oltretutto hanno l’ardire di coinvolgere la Resistenza, movimento civile, pacifico, di massa, nel presunto complotto per installare nella zona un fronte narco-guerrigliero.
Che questo “Lupo” si scelga un altro osso (n.d.t. :riferito a Pepe “Lobo”). Siamo già maggiorenni e vaccinati contro lo spavento. Intensifichiamo al massimo la vigilanza nella zona. Non permettiamo che la violenza ufficiale e paramilitare continui a strappare la vita ai nostri fratelli contadini.
Igor Calvo
N.B.: Vale la pena leggere l’articolo che segue. E’ zeppo di bugie, inesattezze e di tendenzioso interesse a marchiare come violento un movimento rivendicativo di carattere strettamente sociale. Fate molta attenzione, siate molto guardinghi, che questo ci suona come preparazione ad una prossima terra bruciata. L'abbiamo visto fare in altri paesi: Colombia, Perù, Guatemala, Messico, solo per citarne alcuni.
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Occhio, compagni della rete, a quest’informazione preoccupante pubblicata su “La Prensa” e reinviata da un internauta.
CELLULA GUERRIGLIERA SI ARMA NEL BAJO AGUÁN
Un rapporto dei servizi segreti militari in mano a “La Prensa”
avverte che può scoppiare una nuova crisi
28 febbraio 2010 - redaccion@laprensa.hn - San Pedro Sula, Honduras
Appoggio dei movimenti di sinistra, addestramento da parte della guerriglia colombiana e finanziamento strategico attraverso il narcotraffico: ecco ciò che sta dietro, secondo una rapporto dei servizi segreti in mano a “La Prensa”, ai gruppi contadini che continuano ad occupare diversi possedimenti di palma africana nel Bajo Aguán, dipartimento di Colòn.
“Vari membri di queste organizzazioni corporative, le più radicali, hanno stretto un'alleanza strategica col narcotraffico della zona per ottenere protezione, risorse economiche ed armi per le loro attività; in cambio, i narcotrafficanti investono in un progetto politico che, una volta realizzato, darà loro completa libertà di manovra in Honduras”, si afferma nel rapporto.
Il sostegno e l’indottrinamento di questi gruppi contadini armati viene da “una struttura installata nella regione, che va dalle organizzazioni non governative di taglio socialista, ai sacerdoti dell'ordine dei gesuiti che proclamano la teologia della liberazione in ogni comunità, dai dirigenti dell’istruzione ed insegnanti radicali di sinistra, fino ai mezzi d’informazione locali partigiani d’ideologie comuniste”.
Il documento spiega che, durante l’attuazione della riforma agraria, in questa regione spopolata del paese furono organizzate diverse cooperative contadine; la più grande era Coapalma, creata nel 1981 e dedita alla produzione di palma africana.
“Questa cooperativa agraria, nel suo momento migliore, monopolizzò tale titolo in tutto il paese agglutinando 54 cooperative di contadini, finché la corruzione interna e l'incapacità amministrativa li portò nel 1993 a cederla pezzo per pezzo. Coapalma venne venduta per la maggior parte alle imprese Agropalma del nicaraguense René Morales ed all'Esportatrice dell'Atlantico di Miguel Facussé. Da alcuni anni a questa parte, dato il grande successo di questa coltivazione, il cui prezzo è salito del 500 % negli ultimi 15 anni, alcuni membri delle originarie cooperative contadine pretendono di recuperarne le terre, adducendo che furono pagate loro pochissimo”.
I fatti
“Dal mese di dicembre, al declino della crisi politica, i gruppi di agricoltori ed in particolare quelli appartenenti al Movimento Unito dei Contadini dell’Aguàn (MUCA), appoggiati dalla suddetta resistenza, si sono riproposti di riprendersi le terre ed hanno invaso una ventina d’aziende agricole appartenute all’originaria Coapalma, di cui alcune fra le più importanti sono: Despertar, San Esteban, Trinidad, Suyapa, Guanchías, Buenos Amigos e Tarros”, spiega la relazione, rivelando una serie di dati relativi al conflitto che si vive nel Bajo Aguán.
“È un dato di fatto che possiedano armi di grosso calibro e che siano disposti ad usarle, come si è verificato in alcuni scontri con le forze dell'ordine. Tutta questa situazione ha danneggiato l'economia regionale, causando quotidianamente alle imprese perdite di migliaia di dollari, facendo fuggire gli investitori stranieri ed accrescendo la sensazione d’insicurezza e fragilità politica nella regione e nel paese”. Stando al rapporto, questi gruppi di coltivatori mantengono posti di vigilanza alle entrate delle proprietà e posti d’osservazione all’interno delle piantagioni di palma; possiedono carabine 12, fucili calibro 308 e pistole di vari calibri”.
Così attesta il documento: “Si è avuta informazione che Miguel Fúnez Molina, appartenente al gruppo contadino MUCA e residente nella cooperativa Los Leones del Bajo Aguán, ha dichiarato che si stanno procurando armi per organizzare una sovversione, seguendo le indicazioni di Rafael Alegría, e stanno aspettando alcuni istruttori delle FARC per addestrarsi all’uso di granate ed armi”. Su Fúnez Molina pendono vari ordini di cattura come sospetto capo di una banda di sequestratori operante nella regione.
Le organizzazioni
“Grazie all'assistenza che hanno i dirigenti del magistero nel dipartimento e alla loro adesione alla cosiddetta “resistenza”, il corpo docente è stato il principale ariete contro il Governo. Ora, alcuni minacciano di non cominciare le lezioni finché non verranno agevolati i pagamenti ritardati agli insegnanti. Anche il fallimento dei negoziati per il salario minimo potrebbe far esplodere una nuova crisi. Tuttavia, si è scoperto che esistono serie divisioni all’interno della corporazione del magistero e che una parte significativa di docenti è parzialmente o totalmente contraria ai dirigenti. In conclusione, crediamo che si manterranno ai margini delle lotte contadine”.
Le formazioni sindacali nel dipartimento di Colòn, coordinate dal Comitato di Organizzazioni Popolari dell'Aguán (COPA), sono state molto attive a favore della resistenza durante la crisi politica, ma hanno desistito dalle manifestazioni pubbliche con l’avvio del processo elettorale. Fino a questo momento hanno appoggiato le azioni del MUCA attraverso i mezzi d’informazione locali, ma non hanno compiuto atti concreti. Riguardo al settore religioso, il rapporto indica: “Autorità della Chiesa Cattolica hanno forti legami nel dipartimento con le associazioni di coltivatori, ufficialmente col proposito di promuovere gruppi ambientalisti ed etnici, ma si crede, in realtà, anche per rafforzare il loro partito, la Democrazia Cristiana”.
“È importante rimarcare che l'ordine cattolico dominante del dipartimento è quello dei gesuiti, seguaci della teologia della liberazione, la quale è una visione marxista del vangelo. Da quest’ordine sono usciti tutti i sacerdoti guerriglieri dalla Chiesa, incluso Guadalupe Carney”, segnala il rapporto, già in mano alle autorità superiori del governo.
http://redsolhonduras.blogspot.com/
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
07 marzo, 2010
Intervista a Juan Barahona, coordinatore del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras
Miriela Fernández Lozano - Caminos - Speciale febbraio 2010
Salendo sull'autobus, riconosco i volti di una lotta permanente, ammirabile ed eroica. Penso allora che il viaggio non avrebbe potuto avere miglior destinazione. Juan Barahona, coordinatore del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras, insieme ad altri leader dell'organizzazione, Carlos H. Reyes, Berta Cáceres - dirigente anche del Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene - e Wilfredo Paz, rappresentante del Movimento Contadino dell’Aguan, tra qualche ora saranno di fronte al Che. Visiteranno, a Villa Clara, il complesso scultorico dedicato al Guerrigliero Eroico.
Durante il percorso converso con Juan Barahona. Mi racconta dei suoi tempi da studente quando apparteneva al Partito Comunista. Convincente, e con un sorriso giovane, dice: “Non ho smesso di essere marxista-leninista”. Quindi ricorda i giorni antecedenti il colpo di stato, nei quali il Bloque Popular accentuava la lotta contro il neoliberismo. “Immediatamente, c’immergemmo nel processo politico che vive oggi la nazione centroamericana e nell'organizzazione del Fronte di Resistenza, principale forza per uscire dal marasma e rifondare l’Honduras”.
“Ad otto mesi dal golpe in Honduras, il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare svolge un enorme lavoro di organizzazione di tutto il popolo, con copertura nazionale. Nella Resistenza stanno le organizzazioni e movimenti popolari del paese, indipendentemente dai pensieri politici e dalle ideologie.
La Resistenza è l'organizzazione più forte che abbiamo, perché è un movimento sociale ampio, nel quale si sono incorporati tutti quei settori che non hanno avuto tradizionalmente una struttura agglutinante. Pertanto adesso quartieri, cittadine, villaggi, gruppetti di case sono attivi e partecipano in modo organizzato alle mobilitazioni.
Tra il 12 e 13 febbraio abbiamo tenuto la prima Assemblea Nazionale della Resistenza, in cui si è definito il carattere antimperialista, antioligarchico ed antineoliberista del Fronte. Abbiamo inoltre stabilito chiaramente che la conduzione del nostro processo è orizzontale ed includente, e delineato tre linee principali d’azione: organizzare, formare e mobilitare. Realizziamo mobilitazioni costantemente. Lo scorso 27 gennaio facemmo una marcia gigantesca e questo 25 febbraio ne avremo una simile.
Nel documento approvato durante l’Assemblea, affermiamo che siamo indipendenti dai partiti politici. E benché esista grande diversità all’interno del Fronte, riconosciamo che è unito da obiettivi comuni: un’Assemblea Nazionale Costituente e la trasformazione della società honduregna. Una tale organizzazione non l'abbiamo avuta in passato ed è segno di forza e speranza”.
D : In questo momento il governo di Porfirio Lobo prepara una Commissione della Verità. Qual’è la lettura del Fronte rispetto a questa manovra?
“Gli Accordi di San José, firmati giorni dopo il colpo di stato, includevano tra i requisiti per la restituzione del presidente Zelaya, la realizzazione di una Commissione della Verità che facesse chiarezza sugli avvenimenti del 28 giugno. Tuttavia, il piano nordamericano e dei golpisti era di non realizzarla. La avviano adesso, con quest’erede del golpe, quando il Parlamento della Repubblica ha già approvato l'amnistia, affinché i golpisti restino innocenti ed impuniti.
Per noi non ha senso, perché è fuori tempo. Questa Commissione della Verità doveva funzionare dopo che Zelaya si fosse reinsediato alla presidenza. E questo non avvenne. In questo momento non ci sarà punizione per i responsabili delle violazioni che ha vissuto l’Honduras. Nondimeno, con questa manovra i golpisti si propongono un importante obiettivo verso l’estero.
Pretendono dare un'immagine di governo democratico, rispettoso e di ottenere il riconoscimento internazionale. Ciò favorirebbe gli investimenti economici, attraverso aiuti, donazioni e prestiti, che sono stati congelati.
Noi ci siamo pronunciati contro di essi, perché, oltretutto, i designati a tali questioni appartengono al partito al potere. Per il popolo honduregno non ci aspettiamo nulla”.
D : Qual’è la via, affinché denunce e relazioni sulle violazioni dei diritti umani in Honduras siano efficaci, se hanno incontrato il silenzio delle istituzioni di giustizia nel paese?
“Il castigo per i violatori dei diritti umani non giungerà. In Honduras il governo attuale continua a dirigere con le stesse strutture autrici del golpe. La Corte Suprema di Giustizia, il Pubblico Ministero, la cupola delle Forze Armate e della Polizia permangono intatte. Nel Parlamento Nazionale la maggioranza delle deputate ed i deputati golpisti sono stati rieletti.
Nel paese c’è stato soltanto un cambiamento di facce all’Esecutivo; la politica è la stessa e, inoltre, l'amnistia lascia impuniti i golpisti”.
D : Dal 28 giugno, un'ondata di violenza ha invaso l’Honduras. La nomina di Óscar Álvarez come ministro della Sicurezza, che ha già firmato col governo colombiano un accordo in quest'ambito, può considerarsi una garanzia che la repressione non cesserà?
“Il ministro della Sicurezza Óscar Álvarez esercitò quest’incarico nel governo di Ricardo Maduro Joest, dal 2002 al 2006, periodo durante il quale portò a termine arresti, persecuzioni contro dirigenti popolari ed altre azioni repressive.
Ora ritorna al ministero con molta più esperienza ed in un contesto in cui, a prosecuzione del golpe, continuano ad assassinare giovani, insegnanti, contadini, sindacalisti. Negli ultimi giorni abbiamo perso tre compagni. Mercoledì scorso partecipammo al funerale di un sindacalista della previdenza sociale. Non abbiamo speranza che la repressione finisca, perché per i golpisti è un metodo che consolida questo governo e difende gli interessi dell'oligarchia.
Ma abbiamo una resistenza, molto forte, organizzata e mobilitata. E’ questa che potrebbe porre freno o bloccare la repressione che si è scatenata”.
D : Non soltanto la repressione ha approfondito la crisi sociale che vive il paese. Come hanno avuto influenza su questa situazione altre misure, ad esempio, la paralisi dei progetti legati all'ALBA?
“Col colpo di stato il maggior perdente è stato il popolo. Abbiamo smesso di ricevere benefici dall'ALBA, come l'“Operazione Miracolo”, borse di studio per studenti in Venezuela e Cuba sono state cancellate, il programma d’alfabetizzazione si è fermato. Nell’ottobre del 2009 volevamo dichiarare l’Honduras libero dall’analfabetismo e non ci siamo riusciti.
Come Fronte cercheremo di risolvere questa situazione, attraverso gli aiuti dei governi dell'ALBA. Ci stiamo organizzando per farci carico di quei progetti ed avviarli attraverso la Resistenza”.
Come in altre occasioni, Barahona ha ribadito l’impegno del Fronte per un nuovo destino dell’Honduras e la decisione di non stabilire dialoghi coi golpisti. La Resistenza si sta preparando anche come forza elettorale verso le elezioni del 2013, per conquistare la realizzazione di un’Assemblea Costituente.
“Ciò con cui giustificarono il colpo di stato fu la quarta urna. Ma più che della consultazione, ebbero paura della Costituente, perché avremmo affidato il potere al popolo. Adesso realizzare quel sogno è una delle nostre sfide principali. Per questo continuiamo a lottare. Sappiamo che questa è l'unica via per i cambiamenti politici e sociali di cui l’Honduras ha bisogno”.
http://www.ecaminos.org
Tradotto da Adelina Bottero
Salendo sull'autobus, riconosco i volti di una lotta permanente, ammirabile ed eroica. Penso allora che il viaggio non avrebbe potuto avere miglior destinazione. Juan Barahona, coordinatore del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras, insieme ad altri leader dell'organizzazione, Carlos H. Reyes, Berta Cáceres - dirigente anche del Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene - e Wilfredo Paz, rappresentante del Movimento Contadino dell’Aguan, tra qualche ora saranno di fronte al Che. Visiteranno, a Villa Clara, il complesso scultorico dedicato al Guerrigliero Eroico.
Durante il percorso converso con Juan Barahona. Mi racconta dei suoi tempi da studente quando apparteneva al Partito Comunista. Convincente, e con un sorriso giovane, dice: “Non ho smesso di essere marxista-leninista”. Quindi ricorda i giorni antecedenti il colpo di stato, nei quali il Bloque Popular accentuava la lotta contro il neoliberismo. “Immediatamente, c’immergemmo nel processo politico che vive oggi la nazione centroamericana e nell'organizzazione del Fronte di Resistenza, principale forza per uscire dal marasma e rifondare l’Honduras”.
“Ad otto mesi dal golpe in Honduras, il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare svolge un enorme lavoro di organizzazione di tutto il popolo, con copertura nazionale. Nella Resistenza stanno le organizzazioni e movimenti popolari del paese, indipendentemente dai pensieri politici e dalle ideologie.
La Resistenza è l'organizzazione più forte che abbiamo, perché è un movimento sociale ampio, nel quale si sono incorporati tutti quei settori che non hanno avuto tradizionalmente una struttura agglutinante. Pertanto adesso quartieri, cittadine, villaggi, gruppetti di case sono attivi e partecipano in modo organizzato alle mobilitazioni.
Tra il 12 e 13 febbraio abbiamo tenuto la prima Assemblea Nazionale della Resistenza, in cui si è definito il carattere antimperialista, antioligarchico ed antineoliberista del Fronte. Abbiamo inoltre stabilito chiaramente che la conduzione del nostro processo è orizzontale ed includente, e delineato tre linee principali d’azione: organizzare, formare e mobilitare. Realizziamo mobilitazioni costantemente. Lo scorso 27 gennaio facemmo una marcia gigantesca e questo 25 febbraio ne avremo una simile.
Nel documento approvato durante l’Assemblea, affermiamo che siamo indipendenti dai partiti politici. E benché esista grande diversità all’interno del Fronte, riconosciamo che è unito da obiettivi comuni: un’Assemblea Nazionale Costituente e la trasformazione della società honduregna. Una tale organizzazione non l'abbiamo avuta in passato ed è segno di forza e speranza”.
D : In questo momento il governo di Porfirio Lobo prepara una Commissione della Verità. Qual’è la lettura del Fronte rispetto a questa manovra?
“Gli Accordi di San José, firmati giorni dopo il colpo di stato, includevano tra i requisiti per la restituzione del presidente Zelaya, la realizzazione di una Commissione della Verità che facesse chiarezza sugli avvenimenti del 28 giugno. Tuttavia, il piano nordamericano e dei golpisti era di non realizzarla. La avviano adesso, con quest’erede del golpe, quando il Parlamento della Repubblica ha già approvato l'amnistia, affinché i golpisti restino innocenti ed impuniti.
Per noi non ha senso, perché è fuori tempo. Questa Commissione della Verità doveva funzionare dopo che Zelaya si fosse reinsediato alla presidenza. E questo non avvenne. In questo momento non ci sarà punizione per i responsabili delle violazioni che ha vissuto l’Honduras. Nondimeno, con questa manovra i golpisti si propongono un importante obiettivo verso l’estero.
Pretendono dare un'immagine di governo democratico, rispettoso e di ottenere il riconoscimento internazionale. Ciò favorirebbe gli investimenti economici, attraverso aiuti, donazioni e prestiti, che sono stati congelati.
Noi ci siamo pronunciati contro di essi, perché, oltretutto, i designati a tali questioni appartengono al partito al potere. Per il popolo honduregno non ci aspettiamo nulla”.
D : Qual’è la via, affinché denunce e relazioni sulle violazioni dei diritti umani in Honduras siano efficaci, se hanno incontrato il silenzio delle istituzioni di giustizia nel paese?
“Il castigo per i violatori dei diritti umani non giungerà. In Honduras il governo attuale continua a dirigere con le stesse strutture autrici del golpe. La Corte Suprema di Giustizia, il Pubblico Ministero, la cupola delle Forze Armate e della Polizia permangono intatte. Nel Parlamento Nazionale la maggioranza delle deputate ed i deputati golpisti sono stati rieletti.
Nel paese c’è stato soltanto un cambiamento di facce all’Esecutivo; la politica è la stessa e, inoltre, l'amnistia lascia impuniti i golpisti”.
D : Dal 28 giugno, un'ondata di violenza ha invaso l’Honduras. La nomina di Óscar Álvarez come ministro della Sicurezza, che ha già firmato col governo colombiano un accordo in quest'ambito, può considerarsi una garanzia che la repressione non cesserà?
“Il ministro della Sicurezza Óscar Álvarez esercitò quest’incarico nel governo di Ricardo Maduro Joest, dal 2002 al 2006, periodo durante il quale portò a termine arresti, persecuzioni contro dirigenti popolari ed altre azioni repressive.
Ora ritorna al ministero con molta più esperienza ed in un contesto in cui, a prosecuzione del golpe, continuano ad assassinare giovani, insegnanti, contadini, sindacalisti. Negli ultimi giorni abbiamo perso tre compagni. Mercoledì scorso partecipammo al funerale di un sindacalista della previdenza sociale. Non abbiamo speranza che la repressione finisca, perché per i golpisti è un metodo che consolida questo governo e difende gli interessi dell'oligarchia.
Ma abbiamo una resistenza, molto forte, organizzata e mobilitata. E’ questa che potrebbe porre freno o bloccare la repressione che si è scatenata”.
D : Non soltanto la repressione ha approfondito la crisi sociale che vive il paese. Come hanno avuto influenza su questa situazione altre misure, ad esempio, la paralisi dei progetti legati all'ALBA?
“Col colpo di stato il maggior perdente è stato il popolo. Abbiamo smesso di ricevere benefici dall'ALBA, come l'“Operazione Miracolo”, borse di studio per studenti in Venezuela e Cuba sono state cancellate, il programma d’alfabetizzazione si è fermato. Nell’ottobre del 2009 volevamo dichiarare l’Honduras libero dall’analfabetismo e non ci siamo riusciti.
Come Fronte cercheremo di risolvere questa situazione, attraverso gli aiuti dei governi dell'ALBA. Ci stiamo organizzando per farci carico di quei progetti ed avviarli attraverso la Resistenza”.
Come in altre occasioni, Barahona ha ribadito l’impegno del Fronte per un nuovo destino dell’Honduras e la decisione di non stabilire dialoghi coi golpisti. La Resistenza si sta preparando anche come forza elettorale verso le elezioni del 2013, per conquistare la realizzazione di un’Assemblea Costituente.
“Ciò con cui giustificarono il colpo di stato fu la quarta urna. Ma più che della consultazione, ebbero paura della Costituente, perché avremmo affidato il potere al popolo. Adesso realizzare quel sogno è una delle nostre sfide principali. Per questo continuiamo a lottare. Sappiamo che questa è l'unica via per i cambiamenti politici e sociali di cui l’Honduras ha bisogno”.
http://www.ecaminos.org
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
La dittatura honduregna contro Manuel Zelaya e le sue azioni di governo
L’ex-presidente ricercato con ordine di cattura internazionale
www.voselsoberano.com - sabato 27 febbraio 2010
Il Pubblico Ministero dell’Honduras ha emesso un ordine internazionale di ricerca ed arresto contro Manuel Zelaya e quattro dei funzionari del governo di sinistra che aveva guidato, finchè il 28 giugno scorso un colpo di stato impose la dittatura fascista che oggi si perpetua nella figura dell'ultraconservatore Pepe Lobo.
Secondo l'ex-presidente Zelaya è un'ipocrisia che, mentre lo perseguitano politicamente, gli autori del golpe che presiedono le istituzioni pubbliche del paese e la cupola dell'esercito, permangano liberi e senza accuse a loro carico. Riguardo a Pepe Lobo ha affermato inoltre: “Mira alla vendetta personale e all’inasprimento della persecuzione politica contro di me, dimenticandosi della riconciliazione nazionale”.
Tale riconciliazione fu promessa in campagna elettorale dal leader del regime, ma non compiuta, poiché la maggior parte della popolazione honduregna aderente al Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) non è stata accettata, al contrario la dittatura compie una serie di crimini selettivi quali gli assassini, le sparizioni forzate, le torture ed i sequestri.
Perciò Zelaya ha fatto appello alla comunità internazionale affinché “continui a vigilare ed appoggiare gli honduregni nella loro lotta per ripristinare la democrazia”.
Nel frattempo il FNRP ha denunciato che Pepe Lobo sta mandando all'aria i risultati in materia d’educazione, conseguiti sotto il mandato dell'ultimo presidente eletto dal popolo in elezioni libere, legali e legittime, Manuel Zelaya. La Resistenza denuncia: “la dittatura di Pepe Lobo ha già sospeso l’iscrizione scolastica gratuita, il bonus e il pasto scolastico, non rispetta lo Statuto degli Insegnanti Honduregni, interviene illegalmente nelle direzioni dipartimentali d’educazione, rifiuta di trasferire i fondi appartenenti alle Corporazioni Docenti, continua a non stipendiare una quantità importante d’insegnanti e perseguita i direttori dell’educazione dipartimentali e distrettuali.
Similmente, sono note le intenzioni del regime di fatto di privatizzare l'Istituto Nazionale di Previdenza della Scuola (INPREMA), usando allo scopo un sabotaggio finanziario che include il mancato trasferimento dei depositi che gli appartengono per legge”.
Anche il Fronte ha reclamato la sospensione immediata della persecuzione politica contro Manuel Zelaya e la sua possibilità di rimpatrio in sicurezza in Honduras, ribadendo inoltre che non mollerà “fino a conseguire la rifondazione dello Stato attraverso l'installazione dell'Assemblea Nazionale Costituente”.
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4321:la-dictadura-de-honduras-carga-contra-manuel-zelaya-y-sus-acciones-de-gobierno&catid=1:noticias-generales
Tradotto da Adelina Bottero
www.voselsoberano.com - sabato 27 febbraio 2010
Il Pubblico Ministero dell’Honduras ha emesso un ordine internazionale di ricerca ed arresto contro Manuel Zelaya e quattro dei funzionari del governo di sinistra che aveva guidato, finchè il 28 giugno scorso un colpo di stato impose la dittatura fascista che oggi si perpetua nella figura dell'ultraconservatore Pepe Lobo.
Secondo l'ex-presidente Zelaya è un'ipocrisia che, mentre lo perseguitano politicamente, gli autori del golpe che presiedono le istituzioni pubbliche del paese e la cupola dell'esercito, permangano liberi e senza accuse a loro carico. Riguardo a Pepe Lobo ha affermato inoltre: “Mira alla vendetta personale e all’inasprimento della persecuzione politica contro di me, dimenticandosi della riconciliazione nazionale”.
Tale riconciliazione fu promessa in campagna elettorale dal leader del regime, ma non compiuta, poiché la maggior parte della popolazione honduregna aderente al Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) non è stata accettata, al contrario la dittatura compie una serie di crimini selettivi quali gli assassini, le sparizioni forzate, le torture ed i sequestri.
Perciò Zelaya ha fatto appello alla comunità internazionale affinché “continui a vigilare ed appoggiare gli honduregni nella loro lotta per ripristinare la democrazia”.
Nel frattempo il FNRP ha denunciato che Pepe Lobo sta mandando all'aria i risultati in materia d’educazione, conseguiti sotto il mandato dell'ultimo presidente eletto dal popolo in elezioni libere, legali e legittime, Manuel Zelaya. La Resistenza denuncia: “la dittatura di Pepe Lobo ha già sospeso l’iscrizione scolastica gratuita, il bonus e il pasto scolastico, non rispetta lo Statuto degli Insegnanti Honduregni, interviene illegalmente nelle direzioni dipartimentali d’educazione, rifiuta di trasferire i fondi appartenenti alle Corporazioni Docenti, continua a non stipendiare una quantità importante d’insegnanti e perseguita i direttori dell’educazione dipartimentali e distrettuali.
Similmente, sono note le intenzioni del regime di fatto di privatizzare l'Istituto Nazionale di Previdenza della Scuola (INPREMA), usando allo scopo un sabotaggio finanziario che include il mancato trasferimento dei depositi che gli appartengono per legge”.
Anche il Fronte ha reclamato la sospensione immediata della persecuzione politica contro Manuel Zelaya e la sua possibilità di rimpatrio in sicurezza in Honduras, ribadendo inoltre che non mollerà “fino a conseguire la rifondazione dello Stato attraverso l'installazione dell'Assemblea Nazionale Costituente”.
http://voselsoberano.com/v1/index.php?option=com_content&view=article&id=4321:la-dictadura-de-honduras-carga-contra-manuel-zelaya-y-sus-acciones-de-gobierno&catid=1:noticias-generales
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
02 marzo, 2010
Honduras: solo il Popolo organizzato puo’ salvare il Popolo
Ida Garberi*
“Domani, magari dovremo sederci davanti ai nostri figli e dirgli che siamo stati sconfitti. Pero’ non potremo guardarli negli occhi e dirgli che vivono cosí perche´ non abbiamo voluto lottare”.
Mahatma Gandhi
Oggi, domenica 28 febbraio 2010, il grande e belligerante STYBIS (Sindacato dei Lavoratori dell’Industria delle bevande e simili), a Tegucigalpa, ha ospitato un evento cruciale per continuare la lotta; una conferenza patrocinata dal Movimento Ampio per la Dignita’ e la Giustizia che si intitolava “Costituente in Honduras”.
Il Movimento e’ parte del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, e riunisce le organizzazioni dei lavoratori, dei contadini, degli studenti, alcuni sindacati, aggruppazioni religiose e dei datori di lavoro; è destinato a combattere la corruzione a tutti i livelli nel paese e la sua influenza dovra’ essere determinate nell'elezione dei giudici della Corte Suprema di Giustizia (CSJ), del Tribunale Superiore dei Conti (TSC), del Pubblico Ministero (MP) e nelle elezioni generali dei processi interni .
Si ricorda che il movimento è nato dallo sciopero della fame che hanno iniziato otto pubblici ministeri, il 7 aprile 2008 e successivamente ha ricevuto il sostegno e la solidarietà di più di 50 persone provenienti da varie organizzazioni (e’ durato 38 giorni) ed ha permesso al popolo di conoscere la corruzione enorme nell’apparato della giustizia honduregna.
Si sottolinea inoltre che tra i suoi obbiettivi, esiste quello di smascharare i meccanismi di controllo e di dominio di una classe politica corrotta, per definire proposte che possano rendere lo stato piu’ onesto e metterlo al servicio del bene comune.
La conferenza sulla costituente e’ stata introdotta dal pubblico ministero Jary Dixon, che ha sottolineato al popolo presente nella sala, che il libro, redatto con lo stesso titolo della conferenza, e’ solo una guida sull’argomento, che il vero attore che debe stabilire le regole e scrivere la nuova costituzione sara’ sempre il popolo sovrano.
“Lobo potrebbe convocare alla costituente, per riscrivere un’altra Magna Carta a servicio dei potenti, degli oligarca, dei militari: quelli che da sempre hanno governato Honduras. E’ per questo che il popolo debe essere preparato, questa volta non puo’ permettere che un pugno di privilegiati continui ad affamare il paese ed ha saccheggiare le sue ricchezze”, ha affermato Jari Dixon.
Poi, la parola e’ stata presa dall’avvocato Omar Menjivar, che ha fatto un riassunto degli avvenimenti dalla costituzione del 1956 fino ai giorni nostri, rilevando che in questi 53 anni (1956-2009) la forza armata ha sempre avuto il potere reale in forma ininterrotta, anche se negli anni 90 apparentemente e’avvenuta una desmilitarizzazione della vita istituzionale.
La dimostrazione che i militari sempre hanno dettato legge in Honduras e’ proprio il golpe di stato del 28 giugno 2009.
Dunque, la costituzione attuale, che e´stata approvata nel 1982, dall’assemblea costituente dell’anno 1980, non e’ il risultato di un patto sociale tra tutti i settori della societa’, ma solo un contratto tra i gruppi vincolati alle alte sfere del potere economico, imprenditoriale, religioso e militare del paese: il suo obbiettivo non era romper con il passato, anzi, era mantenere a tutti i costi i privilegi conquistati.
Anche se non si puo’ negare che la costituzione vigente permette di definire Honduras come uno stato democratico e di diritto, dopo 27 anni la realta’ ci dimostra che le istituzioni pubbliche si sono convertite in un carico pesante burocratico, che si caratterizzano per la loro inefficienza e corruzione, che mantengono una permanente e sistematica violazione dei diritti umani di un ampio settore della societa’.
Il golpe di stato contro il presidente Zelaya, democraticamente eletto dalla maggioranza della popolazione, smaschera completamente che nonostante la costituzione prevede i meccanismi minimi per preservare la stato di diritto, la classe politica honduregna attuale, con la sua constante trasgressione della cornice costituzionale, ha provocato una crisi politica, sociale, etica, economica e culturale-storica, dimostarndo cosi’ la totale incapacita’, il disprezzo e la negligenza nel rispondere agli interessi della maggioranza.
Il primo passo per dare una soluzione a questa grave crisi strutturale, che dimostra come il sistema attuale sia carente di legittimita’ e governabilita’, e’ la convocazione ad un’assemblea costituente, per costruire un modello di societa’politico e democratico, libero e basato sull’ugualianza, dove siano garantite le condizioni per la piena realizzazione della diginta’ di tutti e di tutte, gli honduregni e le honduregne.
In seguito, l’avvocato Joaquin A. Mejia ha esposto i concetti elementari del diritto costituzionale, da tener presente nell’esercizio di un’assemblea costituente: ad esempio, fino ad oggi in Honduras, il popolo non ha mai votato per eleggere i membri dell’assemblea e neanche ha votato per accettare o respingere il documento emesso dall’assemblea, in pratica dalla fine del periodo coloniale fino ad oggi, il popolo honduregno non ha mai esercitato il suo potere costituente!
Fino ad oggi, in Honduras e’ accaduto il fatto assurdo che il potere costituito (esecutivo, giudiziario e legislativo) ha avuto sempre l’ultima parola sulle vere riforme nel paese, mentre il diritto costituzionale mette in chiaro che solo il potere costituente del popolo puo’ effettivamente riformare completamente la Carta Magna, e convocare ad un’Assemblea costituente.
Pero’, grazie ad articoli rigidi e ormai obsoleti e’ praticamente impedito al popolo la possibilita’ di convocare un’assemblea costituente: attualmente bisogna raccogliere il consenso del 6% dei cittadini iscritti al Registro Elettorale ( una percentuale enorme rispetto ad altri stati democratici!) per chiamare la popolazione ad emettere la sua opinione sulla possibile convocazione di un’assemblea costituente.
Se il 51% della popolazione votante sara’ d’accordo IN TEORIA il Congresso dovrebbe convocare ad un’assemblea costituente: ed ecco che diventa fondamentale una lotta politica sulle strade e la formazione della popolazione, affinche’ cresca questa necessita’ impellente di cambiare le cose.
Alla fine delle esposizioni, diversi cittadini e cittadine hanno espresso il loro interesse a collaborare in questo progetto costituzionale, obbiettivo fondamentale, da sempre, del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare.
Ha terminato l’incontro un intervento del dirigente sindacale Carlos H. Reyes, che ha sottolineato che il movimiento della Resistenza in Honduras sta scrivendo un’importante pagina della storia dell’America Latina, dove l’unita’ dei partiti politici che hanno rifiutato il golpe ed i movimenti sociali e’ fondamentale per la vittoria finale.
“Dibattiti come questo sono importantissimi per crescere nel nostro pensiero, per portare nel nostro quartiere le preziose informazioni che abbiamo acquisito ed applicarle, per organizzare la lotta politica”.
“Fino ad oggi la legge ha rappresentato la volonta’ del diritto di chi sta nel potere, e’ giunto il momento di cambiare le cose, di dettare noi, che siamo parte del popolo sovrano, le regole del gioco”.
“La Costituzione del 1982 e’ stata dettata da Negroponte in base all’esperienza del Cile di Pinochet ed ha venduto completamente Honduras agli USA e dalle multinazionali”.
“Come possiamo pretendere democracia da una Carta Magna di cui la Forza Armata risulta essere la unica garante? Popolo di Honduras, dobbiamo darci gia’ una meta, decidiamo in queste assemblee sulla Costituente perche’ il prossimo 28 giugno sia il giorno della Consulta Popolare!”.
Terminata l’assemblea, mi resta un’enorme energia ed allegria dentro, per aver potuto constatare che la lotta continua qui in Honduras, che i fascisti non potranno con un popolo tutto, perche’ come diceva Abraham Lincoln, “si puo’ ingannare tutto il popolo durante un certo tempo, si puo’ ingannare una parte del popolo sempre, pero’ non si puó ingannare sempre tutto un popolo”.
*l’autrice e’ la responsabile della pagina in italiano del sito web di Prensa Latina
“Domani, magari dovremo sederci davanti ai nostri figli e dirgli che siamo stati sconfitti. Pero’ non potremo guardarli negli occhi e dirgli che vivono cosí perche´ non abbiamo voluto lottare”.
Mahatma Gandhi
Oggi, domenica 28 febbraio 2010, il grande e belligerante STYBIS (Sindacato dei Lavoratori dell’Industria delle bevande e simili), a Tegucigalpa, ha ospitato un evento cruciale per continuare la lotta; una conferenza patrocinata dal Movimento Ampio per la Dignita’ e la Giustizia che si intitolava “Costituente in Honduras”.
Il Movimento e’ parte del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, e riunisce le organizzazioni dei lavoratori, dei contadini, degli studenti, alcuni sindacati, aggruppazioni religiose e dei datori di lavoro; è destinato a combattere la corruzione a tutti i livelli nel paese e la sua influenza dovra’ essere determinate nell'elezione dei giudici della Corte Suprema di Giustizia (CSJ), del Tribunale Superiore dei Conti (TSC), del Pubblico Ministero (MP) e nelle elezioni generali dei processi interni .
Si ricorda che il movimento è nato dallo sciopero della fame che hanno iniziato otto pubblici ministeri, il 7 aprile 2008 e successivamente ha ricevuto il sostegno e la solidarietà di più di 50 persone provenienti da varie organizzazioni (e’ durato 38 giorni) ed ha permesso al popolo di conoscere la corruzione enorme nell’apparato della giustizia honduregna.
Si sottolinea inoltre che tra i suoi obbiettivi, esiste quello di smascharare i meccanismi di controllo e di dominio di una classe politica corrotta, per definire proposte che possano rendere lo stato piu’ onesto e metterlo al servicio del bene comune.
La conferenza sulla costituente e’ stata introdotta dal pubblico ministero Jary Dixon, che ha sottolineato al popolo presente nella sala, che il libro, redatto con lo stesso titolo della conferenza, e’ solo una guida sull’argomento, che il vero attore che debe stabilire le regole e scrivere la nuova costituzione sara’ sempre il popolo sovrano.
“Lobo potrebbe convocare alla costituente, per riscrivere un’altra Magna Carta a servicio dei potenti, degli oligarca, dei militari: quelli che da sempre hanno governato Honduras. E’ per questo che il popolo debe essere preparato, questa volta non puo’ permettere che un pugno di privilegiati continui ad affamare il paese ed ha saccheggiare le sue ricchezze”, ha affermato Jari Dixon.
Poi, la parola e’ stata presa dall’avvocato Omar Menjivar, che ha fatto un riassunto degli avvenimenti dalla costituzione del 1956 fino ai giorni nostri, rilevando che in questi 53 anni (1956-2009) la forza armata ha sempre avuto il potere reale in forma ininterrotta, anche se negli anni 90 apparentemente e’avvenuta una desmilitarizzazione della vita istituzionale.
La dimostrazione che i militari sempre hanno dettato legge in Honduras e’ proprio il golpe di stato del 28 giugno 2009.
Dunque, la costituzione attuale, che e´stata approvata nel 1982, dall’assemblea costituente dell’anno 1980, non e’ il risultato di un patto sociale tra tutti i settori della societa’, ma solo un contratto tra i gruppi vincolati alle alte sfere del potere economico, imprenditoriale, religioso e militare del paese: il suo obbiettivo non era romper con il passato, anzi, era mantenere a tutti i costi i privilegi conquistati.
Anche se non si puo’ negare che la costituzione vigente permette di definire Honduras come uno stato democratico e di diritto, dopo 27 anni la realta’ ci dimostra che le istituzioni pubbliche si sono convertite in un carico pesante burocratico, che si caratterizzano per la loro inefficienza e corruzione, che mantengono una permanente e sistematica violazione dei diritti umani di un ampio settore della societa’.
Il golpe di stato contro il presidente Zelaya, democraticamente eletto dalla maggioranza della popolazione, smaschera completamente che nonostante la costituzione prevede i meccanismi minimi per preservare la stato di diritto, la classe politica honduregna attuale, con la sua constante trasgressione della cornice costituzionale, ha provocato una crisi politica, sociale, etica, economica e culturale-storica, dimostarndo cosi’ la totale incapacita’, il disprezzo e la negligenza nel rispondere agli interessi della maggioranza.
Il primo passo per dare una soluzione a questa grave crisi strutturale, che dimostra come il sistema attuale sia carente di legittimita’ e governabilita’, e’ la convocazione ad un’assemblea costituente, per costruire un modello di societa’politico e democratico, libero e basato sull’ugualianza, dove siano garantite le condizioni per la piena realizzazione della diginta’ di tutti e di tutte, gli honduregni e le honduregne.
In seguito, l’avvocato Joaquin A. Mejia ha esposto i concetti elementari del diritto costituzionale, da tener presente nell’esercizio di un’assemblea costituente: ad esempio, fino ad oggi in Honduras, il popolo non ha mai votato per eleggere i membri dell’assemblea e neanche ha votato per accettare o respingere il documento emesso dall’assemblea, in pratica dalla fine del periodo coloniale fino ad oggi, il popolo honduregno non ha mai esercitato il suo potere costituente!
Fino ad oggi, in Honduras e’ accaduto il fatto assurdo che il potere costituito (esecutivo, giudiziario e legislativo) ha avuto sempre l’ultima parola sulle vere riforme nel paese, mentre il diritto costituzionale mette in chiaro che solo il potere costituente del popolo puo’ effettivamente riformare completamente la Carta Magna, e convocare ad un’Assemblea costituente.
Pero’, grazie ad articoli rigidi e ormai obsoleti e’ praticamente impedito al popolo la possibilita’ di convocare un’assemblea costituente: attualmente bisogna raccogliere il consenso del 6% dei cittadini iscritti al Registro Elettorale ( una percentuale enorme rispetto ad altri stati democratici!) per chiamare la popolazione ad emettere la sua opinione sulla possibile convocazione di un’assemblea costituente.
Se il 51% della popolazione votante sara’ d’accordo IN TEORIA il Congresso dovrebbe convocare ad un’assemblea costituente: ed ecco che diventa fondamentale una lotta politica sulle strade e la formazione della popolazione, affinche’ cresca questa necessita’ impellente di cambiare le cose.
Alla fine delle esposizioni, diversi cittadini e cittadine hanno espresso il loro interesse a collaborare in questo progetto costituzionale, obbiettivo fondamentale, da sempre, del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare.
Ha terminato l’incontro un intervento del dirigente sindacale Carlos H. Reyes, che ha sottolineato che il movimiento della Resistenza in Honduras sta scrivendo un’importante pagina della storia dell’America Latina, dove l’unita’ dei partiti politici che hanno rifiutato il golpe ed i movimenti sociali e’ fondamentale per la vittoria finale.
“Dibattiti come questo sono importantissimi per crescere nel nostro pensiero, per portare nel nostro quartiere le preziose informazioni che abbiamo acquisito ed applicarle, per organizzare la lotta politica”.
“Fino ad oggi la legge ha rappresentato la volonta’ del diritto di chi sta nel potere, e’ giunto il momento di cambiare le cose, di dettare noi, che siamo parte del popolo sovrano, le regole del gioco”.
“La Costituzione del 1982 e’ stata dettata da Negroponte in base all’esperienza del Cile di Pinochet ed ha venduto completamente Honduras agli USA e dalle multinazionali”.
“Come possiamo pretendere democracia da una Carta Magna di cui la Forza Armata risulta essere la unica garante? Popolo di Honduras, dobbiamo darci gia’ una meta, decidiamo in queste assemblee sulla Costituente perche’ il prossimo 28 giugno sia il giorno della Consulta Popolare!”.
Terminata l’assemblea, mi resta un’enorme energia ed allegria dentro, per aver potuto constatare che la lotta continua qui in Honduras, che i fascisti non potranno con un popolo tutto, perche’ come diceva Abraham Lincoln, “si puo’ ingannare tutto il popolo durante un certo tempo, si puo’ ingannare una parte del popolo sempre, pero’ non si puó ingannare sempre tutto un popolo”.
*l’autrice e’ la responsabile della pagina in italiano del sito web di Prensa Latina
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27 febbraio, 2010
Honduras: non siamo cinque, non siamo cento, stampa corrotta contaci bene

Ida Garberi*
“Perche’ questa grande umanita’ ha detto basta ed ha incominciato a camminare. E la sua marcia da gigante non si fermera’ fino a conquistare la vera indipendenza, per lei sono morti piu’ di una volta inutilmente”.
Ernesto Che Guevara
Finalmente oggi ho coronato un sogno, quello di poter marciare con i camminanti in Honduras, qui a Tegucigalpa, manifestare in modo totalmente pacifico, al loro fianco, il rifiuto integrale al golpe di stato ed al governo assolutamente illegale di Pepe Lobo, eletto con elezioni spurie, che si sono svolte in un clima di terrore e di persecuzione.
Un clima che continua ad essere presente in questo paese centroamericano, dove proprio ieri, 24 febbraio 2010, e’ stata uccisa a San Pedro Sula, con un’attuazione vile e subdola, Claudia Brizuela, figlia di Pedro, membro attivo del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare ed ex leader del Partito Comunista.
Il ministro della sicurezza, Oscar Alvarez, sta mantenendo la parola, quando ha affermato che “si occupera’ di far sparire la Resistenza, perche’ non ha ragione di esistere”.
E dal momento che il 70% della Resistenza sono donne, il nuovo governo si sta incaricando di minacciare e perseguire principalmente il genere femminile, come conferma il Comitato di Famigliari dei Detenuti e degli Scomparsi in Honduras (COFADEH), che solo nel pomeriggio di mercoledi’ ha ricevuto la denuncia di tre donne, intimorite con chiamate anonime che pronosticavano la loro morte , se avessero partecipato alla marcia di oggi.
Un messaggio forte e chiaro, che voglio dare ai camminanti e’ che devono stare molto attenti agli infiltrati venduti: dal momento che questo governo vuole guadagnare il rispetto della comunita’ internazionale preferisce lavorare in forma sporca e subdola.
Davanti ai miei occhi ho visto un battibecco tra un poliziotto ed un manifestante, che dopo essere stato spinto ha cercato di difendersi e per magia sono comparsi loro, i venduti, quelli che consegnano a morte sicura i loro compagni per pochi spiccioli, puntare la pistola contro il camminante, difendendo il “chepo” (forze dell’ordine) violento: e’ stato solo un attimo, la folla inferocita si e’ mossa in soccorso del loro fratello ed i venduti sono solo potuti scappare, per fortuna senza ferire nessuno.
Ma questo episodio non e’ bastato per rovinare la grande festa pacifica di oggi, dove mille e mille camminanti del popolo, con le bandiere del Fronte di Resistenza, con le bandiere cubane, con le bandiere venezuelane e con quellle del guerrigliero eroico, Ernesto Che Guevara, hanno reclamato ancora una volta giustizia contro i crimini commessi dopo il 28 giugno 2009, l’appoggio alla lotta sindacale dei maestri e la convocazione ad un’Assemblea Costituente.
Era una marea umana inarrestabile, disposta a continuare la lotta a qualsiasi costo, appoggiata dai suoi leader politici, scesi anche loro sulle strade, disposti a rischiare i gas lacrimonegi e la repressione.
La polizia ha seguito da vicino i camminanti, ed in prossimita della sede del Congresso, dove e´terminata la manifestazione, ha ostentato in forma minacciosa un autoblindo capace di lanciare liquidi tossici sui manifestanti, comprato alla vigilia delle elezioni: per fortuna dei partecipanti, anche oggi, e´rimasto tranquillo, senza essere inaugurato. ´
Per concludere, voglio togliere qualsiasi speranza, all’oligarchia, di una retrocessione nel proceso attuale del cammino della Resistenza, perche’ come diceva Ernesto Che Guevara, “i nostri occhi liberi, oggi, sono capaci di vedere, quello che ieri la nostra condizione di schiavi coloniali, ci impediva di osservare: che la civilizzazione occidentale nasconde sotto la sua vistosa facciata, un quadro di iene e sciacalli”.
*l’autrice e’ responsabile della pagina web in italiano di Prensa Latina
Etichette: Honduras
26 febbraio, 2010
Honduras Una caccia all’uomo selettiva e di bassa intensità
Un altro omicidio in pieno giorno
Continua il massacro contro la popolazione in resistenza © (Foto G. Trucchi)
Il 24 febbraio, poco dopo mezzogiorno, nella città di San Pedro Sula, qualcuno ha bussato alla porta di Claudia Larissa Brizuela, che stava compiendo 36 anni. Aprendo ha ricevuto tre pallottole alla testa, morendo sul colpo. Claudia era militante nel sindacato del Comune dove lavorava e figlia di Pedro Brizuela, connotato dirigente locale del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP).
Questo nuovo omicidio terroristico è accaduto alla vigilia di una grande mobilitazione organizzata dal FNRP nella capitale, Tegucigalpa, in rifiuto alla Commissione della Verità, considerata come la via d’uscita verso l'impunità per tutti i criminali coinvolti nel colpo di Stato e nella selvaggia repressione che è seguita.
Claudia è la terza vittima mortale in questo primo mese di governo di Porfirio Lobo. Sono già stati assassinati in circostanze abbastanza simili Vanessa Zepeda e Julio Funes.
Pedro Brizuela, padre di Claudia, ha relazionato l’omicidio di sua figlia con la sua partecipazione alle attività del FNRP e al tentativo di terrorizzare chi continua a sostenere la lotta per la democrazia in Honduras.
La repressione sembra ora essere diretta soprattutto contro le donne, poiché sono varie quelle che hanno denunciato di avere ricevuto in questi giorni minacce telefoniche, come per esempio essere perseguitate da telefonate di persone che non si identificano e che annunciano la morte dei loro figli o di altri parenti. Una di esse è stata inseguita da un’auto, mentre un’altra è stata assalita e colpita ripetutamente, provocandole gravi ferite a un occhio, la perdita di vari denti e una lesione alla colonna vertebrale.
La violenza selettiva contro dirigenti di base del FNRP, sindacati ed organizzazioni sociali si è incrementata a partire dallo scorso 28 gennaio, giorno successivo all’insediamento di Porfirio Lobo. Il suo ministro della Sicurezza, Óscar Álvarez, ha espresso pubblicamente che è necessario sradicare la resistenza in quanto “non ha più ragione di esistere”
La strategia implementata dai Servizi Segreti honduregni consiste nel seminare il terrore mediante l’omicidio pubblico, quasi mediatico, dei e delle dirigenti di base, evitando –per adesso– le personalità più conosciute dell'opposizione. Questa strategia avrebbe il doppio effetto di installare una vera e propria “caccia all’uomo” di bassa intensità, con caratteristiche proprie del terrorismo di Stato per intimorire la popolazione e, allo stesso tempo, evitare maggiori scandali nazionali ed internazionali che provocherebbero gli omicidi di personalità conosciute.
Questo regime non governa in democrazia, non è una democrazia. E sono già molte le persone che hanno pagato con la loro vita questa evidenza. Non è un caso, quindi, che il principale assessore del servizio di sicurezza di Porfirio Lobo sia José Félix Ramajo, istruttore dell'ISA (International Security Academy), con risaputi vincoli con i servizi segreti israeliani del Mossad.
In Honduras si sta implementando una riedizione del terrorismo di Stato degli anni 80, ma con una variante: la selettività nel colpire la base. Non ci sono massacri collettivi, corpi mutilati, spezzati, abbandonati nelle periferie; non ci sono ancora “magnicidi”. Il concetto di repressione che si applica adesso è molto più perverso, perché utilizza la diffusione mediatica delle morti con un messaggio ben chiaro: “Il prossimo puoi essere tu, o tu, o i tuoi figli, parenti, amici o amiche". È la disseminazione di un terrore che l'impunità amplifica su scala quasi universale.
Che genere di mente può produrre questo tipo di strategia? Solo enunciarlo fa venire la nausea.
La Rel-UITA segnala nuovamente la responsabilità del presidente Porfirio Lobo in questi omicidi, così come quella dei governi che hanno sostenuto il processo che ha defenestrato Manuel Zelaya ed ha istaurato questa democratura terroristica.
Il sangue di Claudia, di Vanessa, di Julio e di tutte le vittime del terrorismo di Stato in Honduras deve arrivare fino agli incontaminati uffici della Casa Bianca. Il pianto sconsolato di Eduard e Said, di otto e due anni rispettivamente, orfani di Claudia, deve rimbombare nei suoi ampi saloni e sui suoi ingioiellati muri e riempire di vergogna questo Presidente afroamericano che sparge la guerra e la morte parlando di pace.
La Rel-UITA condanna questo e tutti gli omicidi perpetrati contro il popolo honduregno che lotta per la difesa dei suoi diritti, per la sua democrazia, e continuerà a denunciare permanentemente i veri responsabili di questi crimini di lesa umanità.
La comunità internazionale deve reagire rapidamente ed energicamente, e condannare i governi che sostengono questo regime inumano.
© (Testo Rel-UITA - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )
Continua il massacro contro la popolazione in resistenza © (Foto G. Trucchi)
Il 24 febbraio, poco dopo mezzogiorno, nella città di San Pedro Sula, qualcuno ha bussato alla porta di Claudia Larissa Brizuela, che stava compiendo 36 anni. Aprendo ha ricevuto tre pallottole alla testa, morendo sul colpo. Claudia era militante nel sindacato del Comune dove lavorava e figlia di Pedro Brizuela, connotato dirigente locale del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP).
Questo nuovo omicidio terroristico è accaduto alla vigilia di una grande mobilitazione organizzata dal FNRP nella capitale, Tegucigalpa, in rifiuto alla Commissione della Verità, considerata come la via d’uscita verso l'impunità per tutti i criminali coinvolti nel colpo di Stato e nella selvaggia repressione che è seguita.
Claudia è la terza vittima mortale in questo primo mese di governo di Porfirio Lobo. Sono già stati assassinati in circostanze abbastanza simili Vanessa Zepeda e Julio Funes.
Pedro Brizuela, padre di Claudia, ha relazionato l’omicidio di sua figlia con la sua partecipazione alle attività del FNRP e al tentativo di terrorizzare chi continua a sostenere la lotta per la democrazia in Honduras.
La repressione sembra ora essere diretta soprattutto contro le donne, poiché sono varie quelle che hanno denunciato di avere ricevuto in questi giorni minacce telefoniche, come per esempio essere perseguitate da telefonate di persone che non si identificano e che annunciano la morte dei loro figli o di altri parenti. Una di esse è stata inseguita da un’auto, mentre un’altra è stata assalita e colpita ripetutamente, provocandole gravi ferite a un occhio, la perdita di vari denti e una lesione alla colonna vertebrale.
La violenza selettiva contro dirigenti di base del FNRP, sindacati ed organizzazioni sociali si è incrementata a partire dallo scorso 28 gennaio, giorno successivo all’insediamento di Porfirio Lobo. Il suo ministro della Sicurezza, Óscar Álvarez, ha espresso pubblicamente che è necessario sradicare la resistenza in quanto “non ha più ragione di esistere”
La strategia implementata dai Servizi Segreti honduregni consiste nel seminare il terrore mediante l’omicidio pubblico, quasi mediatico, dei e delle dirigenti di base, evitando –per adesso– le personalità più conosciute dell'opposizione. Questa strategia avrebbe il doppio effetto di installare una vera e propria “caccia all’uomo” di bassa intensità, con caratteristiche proprie del terrorismo di Stato per intimorire la popolazione e, allo stesso tempo, evitare maggiori scandali nazionali ed internazionali che provocherebbero gli omicidi di personalità conosciute.
Questo regime non governa in democrazia, non è una democrazia. E sono già molte le persone che hanno pagato con la loro vita questa evidenza. Non è un caso, quindi, che il principale assessore del servizio di sicurezza di Porfirio Lobo sia José Félix Ramajo, istruttore dell'ISA (International Security Academy), con risaputi vincoli con i servizi segreti israeliani del Mossad.
In Honduras si sta implementando una riedizione del terrorismo di Stato degli anni 80, ma con una variante: la selettività nel colpire la base. Non ci sono massacri collettivi, corpi mutilati, spezzati, abbandonati nelle periferie; non ci sono ancora “magnicidi”. Il concetto di repressione che si applica adesso è molto più perverso, perché utilizza la diffusione mediatica delle morti con un messaggio ben chiaro: “Il prossimo puoi essere tu, o tu, o i tuoi figli, parenti, amici o amiche". È la disseminazione di un terrore che l'impunità amplifica su scala quasi universale.
Che genere di mente può produrre questo tipo di strategia? Solo enunciarlo fa venire la nausea.
La Rel-UITA segnala nuovamente la responsabilità del presidente Porfirio Lobo in questi omicidi, così come quella dei governi che hanno sostenuto il processo che ha defenestrato Manuel Zelaya ed ha istaurato questa democratura terroristica.
Il sangue di Claudia, di Vanessa, di Julio e di tutte le vittime del terrorismo di Stato in Honduras deve arrivare fino agli incontaminati uffici della Casa Bianca. Il pianto sconsolato di Eduard e Said, di otto e due anni rispettivamente, orfani di Claudia, deve rimbombare nei suoi ampi saloni e sui suoi ingioiellati muri e riempire di vergogna questo Presidente afroamericano che sparge la guerra e la morte parlando di pace.
La Rel-UITA condanna questo e tutti gli omicidi perpetrati contro il popolo honduregno che lotta per la difesa dei suoi diritti, per la sua democrazia, e continuerà a denunciare permanentemente i veri responsabili di questi crimini di lesa umanità.
La comunità internazionale deve reagire rapidamente ed energicamente, e condannare i governi che sostengono questo regime inumano.
© (Testo Rel-UITA - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )
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25 febbraio, 2010
Honduras: quando il solo fatto di esistere disturba i latifondisti

Ida Garberi*
“Alzati e guardati le mani
Per poter crescere, stringile a tuo fratello.
Uniti andremo insieme nel sangue,
Oggi e’ il tempo che puo’essere domani”.
Victor Jara, Preghiera ad un Contadino
Io che sono italiana e subisco dalla mia nascita gli orrori compiuti dalla mafia, non dovrei stupirmi davanti agli abusi di potere legalizzati dei signori potenti di Honduras.
Come potrei orrorizzarmi davanti al fatto che il signor Miguel Facusse’ solo per donare a sua figlia una spiaggia come regalo di nozze scaccia dalla sua propia casa una familia di 11 persone, padroni ancesrali di questa terra, quando il mio carissimoe mafioso primo ministro Berlusconi ha costruito ville da favola in Sardegna in luoghi potretti, senza che il popolo potesse protestare: sui permessi edilizi ha sempre custodito il segreto di stato!!!
Per i ricchi del pianeta, tutto e’ segreto, dunque tutto e’ permesso.
Qui in Honduras, Facusse’ e’uno dei piu’ grandi latifondisti, che approfittando del golpe di stato contro Manuel Zelaya sta mostrando le sue unghie da tigre per poter accaparrare ancora piu’ terra di quella che gia’ possiede, per continuare a rubare denaro al paese.
Il fatto e’ che quando l’illustre signore afferma che fara’ nuove inversioni milionarie in Honduras, finanziate dalla Banca Mondiale, dalla Banca Interamicana di Sviluppo e dalla Banca di Integrazione Centroamericana, non specifica assolutamente il costo umano dei contadini, proprietari da sempre di quelle zone, che il figlio di ex emigranti palestinesi vuole semplicemente cancellare dalla cartina.
Il cinismo e’ una delle sue caratteristice principali: pensate che lui e suo genero, Fredy Nasser Selman, il 26 giugno 2009, hanno avuto il “coraggio” di difendere pubblicamente la proposta dell’inchiesta sull’Assemblea Costituente, dell’allora presidente Manuel Zelaya, contro gli altri imprenditori honduregni, affermando che il popolo ha diritto ad esprimersi, per essere poi tra i piu’ avvantaggiati dalla situazione violenta instaurata nel paese.
Facusse’ ultimamente si sente attaccato nelle sue immense proprieta’ dalle proteste dei contadini che non sono disposti ad essere comprati con due perline colorate come all’epoca dell’invasione spagnola.
Esistono due zone chiave di lotta nelle proprieta’ del figlio di ex emigranti palestinesi, (tra i numerosi conflitti presenti nel paese per ottenere una riforma agraria degna e giusta), quella del Bajo Aguan, nella zona Nord, sulla costa Atlantica, (che sono circa 20000 ettari coltivati con palma africana), e la zona nel sud, sul Pacifico, nel golfo di Fonseca, nella penisola di Zacate Grande, al confine tra Salvador e Nicaragua.
Bisogna anticipare che l’ex presidente Manuel Zelaya aveva tentato di dare una soluzione ai problemi legati alla riforma agraria con il decreto 18-2008, grazie al quale si stavano studiando le diverse situacioni delle porzioni di terra e si stava trattando con i tre attori del problema: i contadini, i latifondisti e l’Istituto Nazionale Agrario (INA).
Chiaramente e “casualmente”, dopo il golpe di stato, alla fine di settembre del 2009, i militari sono entrati con la forza negli uffici dell’INA ed hanno distrutto tutto il lavoro che il governo di Zelaya stava facendo, massacrando e torturando i contadini che avevano occupato l’istituzione per difendere i loro diritti.
Questo fine settimana sono stata sulla penisola di Zacate Grande, per conoscere questo piccolo paradiso terrestre e rendermi conto personalmente del perche’ Facusse’ vuole annientare tutti gli abitanti della zona, per continuare nel suo sogno infermo di costruire una zona turistica esclusiva per tutti i suoi cari amici oligarchi del paese.
Questa “penisola” era in realta’ un’isola, che nel 1969 e’ stata unita alla terra ferma da una strada: questa e’ stata la sua disgrazia, infatti da quel momento i ricchi del paese cercarono di accapararsi grandi distese di terreno per costruire le loro ville per le vacanze e con l’industria di pesca e la lavorazione dei gamberi continuare ad arricchirsi a scapito del pianeta.
I circa 5000 honduregni che vivono qui da piu’ di ottanta anni (“quando Dio creo’ il mondo”, mi dice uno degli abitanti) non possono dimostrare con documenti legali la proprieta’ delle terre, mentre il golpista Facusse’ compra facilmente i suoi diritti ad una giustizia corrotta e cinica, disposta a tutto pur di compiacere il potere.
Nel 1999 la situazione delle circa 800 famiglie diventa sempre piu’ critica, i grandi ricchi del paese stanno addirittura recintando il mare, non permettono al popolo di pescare o coltivare i loro piccoli appezzamenti di terra con continue persecuzioni e minacce: insomma, questi indigeni testoni non capiscono che semplicemente dovrebbero scomparire nel nulla, per non disturbare uno degli uomini piu’ ricchi e potenti dell’America Centrale ed i suoi amichetti.
I contadini della zona si sono riuniti nel Movimento di Recuperazione e Titolazione della Terra, che viene represso continuamente con arresti assolutamente abusivi dei suoi dirigenti, accusati di danneggiare il medio ambiente: i contadini sono solo “colpevoli” di difendere il loro diritto originario di esistere dove sono nati e dove hanno vissuto i loro avi.
Con uno stratagemma giuridico, Facusse’ ha fatto in modo che i leader della comunità in ribellione siano stati catturati facendoli figurare agli arresti domiciliari.
Poi, il signore del potere, ha avviato un processo di conciliazione, ed a quanto pare, sarebbe orientato a proporre il trasferimento dei residenti in un'altra regione, partendo da una risoluzione del Congresso Nazionale che l'isola è area protetta, e chi meglio di lui potrebbe continuare ad occuparsi della difesa dell'ambiente????
Notizie di pochi giorni fa, dimostrano che il ricco Facusse’ e’spaventato dalla tenacia dei contadini, che lo stanno “minacciando” con l’aprire una radio comunitaria per informarsi tra loro e permettere che il paese intero possa conoscere gli abusi a cui sono sottoposti: chiaramente non puo’ permettere che un pugno di contadini possa contrastare tutte le bugie che e’ abituato a raccontare ai mezzi di comunicazione per poter apparire a livello nazionale e internazionale come il salvatore del golfo di Fonseca.
Mentre sono seduta in una bellissima spiaggia a Puerto Grande, osservo le povere case con il pavimento in terra battuta e questi stupendi bambini con gli occhi color miele e la pelle dorata dal sole, che mi sorridono felici, nella loro innocenza, mentre si dedicano a raccogliere l’acqua da un rubinetto comunitario: che futuro avranno, di educazione e salute, mentre vivono in questo stato di poverta’ estrema, contrapposto al lusso piu’ sfrenato di poche famiglie oligarche?
Perche’ i loro genitori non hanno il diritto di reclamare la parte di terra che gli spetta per beneficio ancestrale? Mi bolle il sangue pensando a questa grande ingiustizia, ad un uomo che possiede una ricchezza che potrebbe pagare tutto il debito estero di Honduras e non e’ ancora soddisfatto, la sua avidita’non ha confini.
Gia’ Dante Alighieri, alla sua epoca, aveva definito perfettamente l’anima di Facusse’: “l’avariza e’ cosi’, perversa e vile, ed il suo affanno non ha riposo, dopo aver mangiato, ha ancora piu’ fame”.
*l’autrice e’ responsabile della pagina in italiano del sito web di Prensa Latina
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24 febbraio, 2010
La dittatura honduregna inizia a vendere l'infrastruttura pubblica del paese
Comincia la privatizzazione dell'acqua in Honduras
Gonzalo Sánchez - Tercera Informacion
Di fronte alla pretesa dell'illegittimo parlamento honduregno, dominato dagli stessi parlamentari autori del colpo di stato l'estate scorsa, di portare a termine la privatizzazione dell'acqua, come primo passo vendendo l'azienda idroelettrica “José Cecilio del Valle” ad una compagnia italiana, gli abitanti delle 90 comunità del sud, hanno minacciato d’occuparne gli stabilimenti e bloccarne le strade d’accesso.
La principale attività del parlamento honduregno dopo il golpe è stata sospendere i diritti costituzionali, servire da prigione di tortura e vendere a privati le infrastrutture e risorse pubbliche dell’Honduras.
Ora si cominciano a percepire le conseguenze. I proprietari terrieri, che avevano visto le loro terre improduttive coltivate da contadini, che non dovevano loro alcun compenso per poterle lavorare, ne sono rientrati in possesso, appoggiati dalle forze di polizia e dai militari. L'acqua segue la stessa sorte.
L'idroelettrica “José Cecilio del Valle” fornisce acqua a 120.000 persone; fin’ora pubblica, passerà in mani private. L'ultimo giorno in cui il dittatore Roberto Micheletti era a capo del regime repressivo, ratificò un decreto approvato dal parlamento, in materia di opere pubbliche, tra cui l'idroelettrica.
Il giorno dopo, per occultare il decreto, si falsificò la Gazzetta Ufficiale dello Stato, stampandone presso l'Impresa Nazionale di Arti Grafiche due serie differenti con lo stesso numero, ma solo 20 delle pubblicazioni riportavano il decreto.
Fonte: http://tercerainformacion.es/spip.php?article12988
Da: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=100704
Tradotto da Adelina Bottero
Gonzalo Sánchez - Tercera Informacion
Di fronte alla pretesa dell'illegittimo parlamento honduregno, dominato dagli stessi parlamentari autori del colpo di stato l'estate scorsa, di portare a termine la privatizzazione dell'acqua, come primo passo vendendo l'azienda idroelettrica “José Cecilio del Valle” ad una compagnia italiana, gli abitanti delle 90 comunità del sud, hanno minacciato d’occuparne gli stabilimenti e bloccarne le strade d’accesso.
La principale attività del parlamento honduregno dopo il golpe è stata sospendere i diritti costituzionali, servire da prigione di tortura e vendere a privati le infrastrutture e risorse pubbliche dell’Honduras.
Ora si cominciano a percepire le conseguenze. I proprietari terrieri, che avevano visto le loro terre improduttive coltivate da contadini, che non dovevano loro alcun compenso per poterle lavorare, ne sono rientrati in possesso, appoggiati dalle forze di polizia e dai militari. L'acqua segue la stessa sorte.
L'idroelettrica “José Cecilio del Valle” fornisce acqua a 120.000 persone; fin’ora pubblica, passerà in mani private. L'ultimo giorno in cui il dittatore Roberto Micheletti era a capo del regime repressivo, ratificò un decreto approvato dal parlamento, in materia di opere pubbliche, tra cui l'idroelettrica.
Il giorno dopo, per occultare il decreto, si falsificò la Gazzetta Ufficiale dello Stato, stampandone presso l'Impresa Nazionale di Arti Grafiche due serie differenti con lo stesso numero, ma solo 20 delle pubblicazioni riportavano il decreto.
Fonte: http://tercerainformacion.es/spip.php?article12988
Da: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=100704
Tradotto da Adelina Bottero
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FNRP : agenda di mobilitazioni per il 2010
Natasha Pitts - Adital
A circa otto mesi dal colpo di stato che strappò il potere al Presidente honduregno Manuel Zelaya, le forze di resistenza continuano a mobilitarsi. Con la realizzazione delle elezioni presidenziali, ci si aspettava che il golpe fosse dimenticato e che il paese tornasse alla normalità costituzionale. Nondimeno l'agenda delle attività per il 2010 è già predisposta, per consentire alla popolazione honduregna di continuare a resistere.
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), è una delle organizzazioni-guida delle mobilitazioni. In questo momento, le attività organizzate sono volte a combattere l'attuale regime politico militare e a lottare per una nuova proposta politica elettorale che garantisca la piena partecipazione popolare. In cima alla lista delle istanze vi è la convocazione dell'Assemblea Nazionale Costituente per approvare una Costituzione popolare, giusta ed includente.
Durante i mesi di febbraio e marzo, il Coordinamento Nazionale Provvisorio percorrerà tutte le regioni dell’Honduras con l'obiettivo di eleggere i Coordinamenti Dipartimentali e definire le date delle assemblee municipali per designare i Coordinamenti Comunali.
In marzo, si realizzerà il Secondo Incontro per la Rifondazione dell’Honduras. Convocato dal Fronte di Resistenza e dal Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH), la riunione vuole simulare la realizzazione dell’agognata Assemblea Nazionale Costituente.
È anche prevista per il prossimo mese l'elaborazione del Piano Nazionale di Formazione Politica. Da aprile a giugno si realizzerà il primo ciclo del Piano di Formazione, quando saranno consolidati tutti i nuclei di resistenza nei quartieri honduregni.
Il 28 giugno, ricordando un anno dal golpe, il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare realizzerà una consultazione in tutto il paese per la convocazione dell'Assemblea Costituente. I mesi di luglio e settembre saranno segnati dalle elezioni dei rappresentanti municipali, dipartimentali e nazionali. Il 15 settembre il FNRP realizzerà la prima Assemblea Nazionale dei delegati della Resistenza. Nell'occasione si definiranno il programma politico e il Coordinamento Nazionale.
Nonostante le persecuzioni e violenze che continuano dopo l'assunzione dei poteri da parte di Porfirio “Pepe” Lobo, si realizzeranno durante tutto l'anno 2010, congiuntamente a Manuel Zelaya e alla sua squadra, incontri di affermazione e consolidamento delle forze che compongono il Fronte. Durante gli incontri le organizzazioni in resistenza intensificheranno la posizione di ripudio della continuità del governo di fatto, capeggiato dall'attuale presidente Pepe Lobo.
Tutte le attività e mobilitazioni proposte dal Fronte di Resistenza e da altre entità contrarie al golpe, convergono nella lotta per la libertà ed il riscatto della dignità del popolo honduregno. Dopo il colpo di stato militare e l'installazione del governo di fatto guidato da Roberto Micheletti, honduregni ed honduregne sono stati sottoposti ad innumerabili violazioni dei loro diritti, oltre ad essere discriminati, aggrediti ed assassinati per le loro scelte di vita.
Affinché gli orrori commessi durante il golpe non rimangano impuniti, né cadano nell’oblio nazionale e mondiale, il Fronte è impegnato a realizzare, per lo meno una volta al mese, ogni giorno 28, mobilitazioni di lotta per l'Assemblea Nazionale Costituente e per la condanna della dittatura.
Fonte: http://www.adital.com.br/site/noticia.asp?lang=ES&cod=45256
Da : http://www.rebelion.org/noticia.php?id=100859
Tradotto da Adelina Bottero
A circa otto mesi dal colpo di stato che strappò il potere al Presidente honduregno Manuel Zelaya, le forze di resistenza continuano a mobilitarsi. Con la realizzazione delle elezioni presidenziali, ci si aspettava che il golpe fosse dimenticato e che il paese tornasse alla normalità costituzionale. Nondimeno l'agenda delle attività per il 2010 è già predisposta, per consentire alla popolazione honduregna di continuare a resistere.
Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP), è una delle organizzazioni-guida delle mobilitazioni. In questo momento, le attività organizzate sono volte a combattere l'attuale regime politico militare e a lottare per una nuova proposta politica elettorale che garantisca la piena partecipazione popolare. In cima alla lista delle istanze vi è la convocazione dell'Assemblea Nazionale Costituente per approvare una Costituzione popolare, giusta ed includente.
Durante i mesi di febbraio e marzo, il Coordinamento Nazionale Provvisorio percorrerà tutte le regioni dell’Honduras con l'obiettivo di eleggere i Coordinamenti Dipartimentali e definire le date delle assemblee municipali per designare i Coordinamenti Comunali.
In marzo, si realizzerà il Secondo Incontro per la Rifondazione dell’Honduras. Convocato dal Fronte di Resistenza e dal Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH), la riunione vuole simulare la realizzazione dell’agognata Assemblea Nazionale Costituente.
È anche prevista per il prossimo mese l'elaborazione del Piano Nazionale di Formazione Politica. Da aprile a giugno si realizzerà il primo ciclo del Piano di Formazione, quando saranno consolidati tutti i nuclei di resistenza nei quartieri honduregni.
Il 28 giugno, ricordando un anno dal golpe, il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare realizzerà una consultazione in tutto il paese per la convocazione dell'Assemblea Costituente. I mesi di luglio e settembre saranno segnati dalle elezioni dei rappresentanti municipali, dipartimentali e nazionali. Il 15 settembre il FNRP realizzerà la prima Assemblea Nazionale dei delegati della Resistenza. Nell'occasione si definiranno il programma politico e il Coordinamento Nazionale.
Nonostante le persecuzioni e violenze che continuano dopo l'assunzione dei poteri da parte di Porfirio “Pepe” Lobo, si realizzeranno durante tutto l'anno 2010, congiuntamente a Manuel Zelaya e alla sua squadra, incontri di affermazione e consolidamento delle forze che compongono il Fronte. Durante gli incontri le organizzazioni in resistenza intensificheranno la posizione di ripudio della continuità del governo di fatto, capeggiato dall'attuale presidente Pepe Lobo.
Tutte le attività e mobilitazioni proposte dal Fronte di Resistenza e da altre entità contrarie al golpe, convergono nella lotta per la libertà ed il riscatto della dignità del popolo honduregno. Dopo il colpo di stato militare e l'installazione del governo di fatto guidato da Roberto Micheletti, honduregni ed honduregne sono stati sottoposti ad innumerabili violazioni dei loro diritti, oltre ad essere discriminati, aggrediti ed assassinati per le loro scelte di vita.
Affinché gli orrori commessi durante il golpe non rimangano impuniti, né cadano nell’oblio nazionale e mondiale, il Fronte è impegnato a realizzare, per lo meno una volta al mese, ogni giorno 28, mobilitazioni di lotta per l'Assemblea Nazionale Costituente e per la condanna della dittatura.
Fonte: http://www.adital.com.br/site/noticia.asp?lang=ES&cod=45256
Da : http://www.rebelion.org/noticia.php?id=100859
Tradotto da Adelina Bottero
Etichette: Honduras
Comunicato n. 48 del FNRP sul Vertice di Rio in Messico
Ai rappresentanti dei Governi e degli Stati che compongono il Meccanismo Permanente di Consultazione e Concertazione Politica riuniti a Cancún, Messico, in occasione del ventitreesimo Vertice del Gruppo di Rio, comunichiamo:
1. L’Honduras continua ad essere sottoposto ad un regime di fatto, installato e sostenuto con la forza delle armi dal 28 giugno 2009 fino ad oggi, periodo durante il quale il popolo honduregno è stato vittima di costanti violazioni dei diritti umani.
2. L'illegittimità e l’illegalità dell'attuale regime si vogliono negare, invano, cambiando le facce dei personaggi che amministrano lo Stato, ma non si riesce ad ingannare nessuno: è, infatti, di dominio pubblico che essi obbediscono agli stessi gruppi di potere che comandano la repressione e l'assassinio e che ostacolano lo sviluppo di una vera democrazia.
3. Il processo elettorale, con cui si pretende riconoscere autorità ai nuovi mandatari della dittatura, fu illegale sotto tutti i punti di vista, poiché diretto ed amministrato da autorità complici nel colpo di stato, che ostacolarono la libera partecipazione degli oppositori ed ignorarono il clima di terrore imperante. Ragion per cui nessun governo, meccanismo d’integrazione regionale o istituzione di provata credibilità inviarono osservatori al suddetto processo.
L'illegittimità di tale processo venne ratificata dall'astensionismo della stragrande maggioranza della popolazione honduregna, che di conseguenza ne disconosce i risultati. Non a caso il popolo continua la lotta non violenta per sconfiggere il regime totalitario attuale e ristabilire l'ordine democratico.
1. La situazione dei diritti umani è grave e sta peggiorando. Nelle ultime settimane si sono registrati altri assassini, persecuzioni e molestie contro le persone organizzate nella Resistenza Popolare. E da parte dei dirigenti degli organi di sicurezza dello stato si annuncia un'offensiva militare per annientare l'opposizione al regime.
2. Diversi settori della comunità internazionale, governi amici, organizzazioni sociali e in difesa dei diritti umani, hanno sconfessato apertamente l'attuale regime.
Per tali ragioni:
1. Sollecitiamo i rappresentanti dei Governi e Stati membri del Gruppo di Rio a mantenere la loro posizione di non riconoscimento della dittatura honduregna, fintanto che non si ristabilisca l'ordine costituzionale democratico e non cessino le violazioni dei diritti umani.
2. Continueremo la nostra lotta a prescindere dalle azioni terroristiche dello stato controllato dai golpisti.
3. Ringraziamo i Governi e le organizzazioni sociali amiche per la loro preoccupazione per la grave situazione che attraversa il nostro paese e per le azioni di solidarietà volte a superare la crisi.
Tegucigalpa 19 febbraio 2010
http://voselsoberano.com/v1 /
Tradotto da Adelina Bottero
1. L’Honduras continua ad essere sottoposto ad un regime di fatto, installato e sostenuto con la forza delle armi dal 28 giugno 2009 fino ad oggi, periodo durante il quale il popolo honduregno è stato vittima di costanti violazioni dei diritti umani.
2. L'illegittimità e l’illegalità dell'attuale regime si vogliono negare, invano, cambiando le facce dei personaggi che amministrano lo Stato, ma non si riesce ad ingannare nessuno: è, infatti, di dominio pubblico che essi obbediscono agli stessi gruppi di potere che comandano la repressione e l'assassinio e che ostacolano lo sviluppo di una vera democrazia.
3. Il processo elettorale, con cui si pretende riconoscere autorità ai nuovi mandatari della dittatura, fu illegale sotto tutti i punti di vista, poiché diretto ed amministrato da autorità complici nel colpo di stato, che ostacolarono la libera partecipazione degli oppositori ed ignorarono il clima di terrore imperante. Ragion per cui nessun governo, meccanismo d’integrazione regionale o istituzione di provata credibilità inviarono osservatori al suddetto processo.
L'illegittimità di tale processo venne ratificata dall'astensionismo della stragrande maggioranza della popolazione honduregna, che di conseguenza ne disconosce i risultati. Non a caso il popolo continua la lotta non violenta per sconfiggere il regime totalitario attuale e ristabilire l'ordine democratico.
1. La situazione dei diritti umani è grave e sta peggiorando. Nelle ultime settimane si sono registrati altri assassini, persecuzioni e molestie contro le persone organizzate nella Resistenza Popolare. E da parte dei dirigenti degli organi di sicurezza dello stato si annuncia un'offensiva militare per annientare l'opposizione al regime.
2. Diversi settori della comunità internazionale, governi amici, organizzazioni sociali e in difesa dei diritti umani, hanno sconfessato apertamente l'attuale regime.
Per tali ragioni:
1. Sollecitiamo i rappresentanti dei Governi e Stati membri del Gruppo di Rio a mantenere la loro posizione di non riconoscimento della dittatura honduregna, fintanto che non si ristabilisca l'ordine costituzionale democratico e non cessino le violazioni dei diritti umani.
2. Continueremo la nostra lotta a prescindere dalle azioni terroristiche dello stato controllato dai golpisti.
3. Ringraziamo i Governi e le organizzazioni sociali amiche per la loro preoccupazione per la grave situazione che attraversa il nostro paese e per le azioni di solidarietà volte a superare la crisi.
Tegucigalpa 19 febbraio 2010
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Tradotto da Adelina Bottero
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